mercoledì 18 dicembre 2013

Buone ECO-Feste di Natale!!!


venerdì 6 dicembre 2013

Mostra Convegno Expocomfort: evento sostenibile del 2014


Tra le novità di Mostra Convegno Expocomfort THAT'S SMART, evento dedicato alle tecnologie impiantistiche legate a domotica e Building Automation. 

Anche se aprirà i battenti tra più di tre mesi (18-21 marzo 2014 - Rho Fiera Milano), Mostra Convegno Expocomfort (MCE), la manifestazione dedicata alle tecnologie impiantistiche ed energetiche ha già mostrato le proprie carte e alcuni numeri. 
Quelli delle aziende presenti, 1600, e quelli dello spazio espositivo: tutto esaurito a più di 100 giorni dall'evento. Segnali che infondono finalmente un po' di ottimismo. 
Lasciate alle spalle le incombenze commerciali Reed Exhibition, ente organizzatore, potrà quindi dedicarsi alle iniziative per convolgere il pubblico, atteso numeroso come al solito, e per connotare di originalità l'evento. 
Oltre ai nuovi segmenti espositivi, “Smart Plants, Smart Cities” che come da tradizione verranno declinati sotto la veste commerciale (fiera) e contenutistica (convegni di approfondimento) MCE 2014 aderirà al percorso volontario di certificazione di sostenibilità degli eventi secondo la norma ISO 20121, applicata per la prima volta per le Olimpiadi di Londra. 


IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE

La norma, introdotta in Italia per la prima volta da ICIM, definisce i requisiti per lo sviluppo di un sistema di gestione sostenibile degli eventi, indicando uno schema all’interno del quale organizzatori e loro fornitori possono realizzare un evento sostenibile e rapportarsi con le parti interessate. Applicando il modello tipico dei sistemi di gestione PDCA - Plan, Do, Check, Act - al ciclo di vita degli eventi, la ISO 20121 definisce per tutte le fasi - pianificazione, gestione, realizzazione, fino alla valutazione finale - gli eventuali impatti negativi a livello sociale ed economico e aiuta a identificare le migliori scelte per ridurre i costi, gli sprechi, le emissioni di carbonio e i rifiuti, per gestire al meglio la biodiversità dei luoghi e delle location e per coinvolgere in maniera consapevole le risorse umane. "La ISO 20121 arriva a fare chiarezza sulla giungla di “dichiarazioni spontanee di sostenibilità, - commenta ICIM- che nel settore sono state purtroppo frequenti in mancanza di precise linee guida, rafforzando gli obiettivi di business nonché il corretto approccio alla responsabilità sociale d’impresa. Inoltre, è opportuno sottolineare che l’applicazione della norma non pesa necessariamente sul bilancio dell’evento e non porta costi extra all’azienda ma, anzi, incentiva l’adozione di politiche che possono assicurare un efficace risparmio". 


RITRATTO DI MCE 2014

L'edizione 2014, presentata oggi a Milano, si caratterizzerà con un’ampia offerta espositiva in tutti e quattro i macro comparti: Caldo, Freddo, Acqua e Energia.uno dei temi di maggior importanza per un nuovo modo di abitare all’insegna del risparmio e dell’efficienza energetica in grado di incidere positivamente sulla vita delle persone e sul territorio. I NUMERI. Aziende, prodotti e soluzioni innovative nei settori del riscaldamento, del condizionamento dell’aria, della refrigerazione, del valvolame, della componentistica, della tecnica sanitaria, del trattamento dell’acqua e delle energie rinnovabili saranno le vere star di MCE 2014 che conferma l’ampio respiro internazionale: a oggi sono oltre 1.600 le aziende espositrici, di cui il 37% dall’estero da 51 paesi. 


INIZIATIVE COLLAUDATE

Come negli anni passati saranno presenti le due iniziative "Percorso Efficienza & Innovazione” e “Oltre la Classe A” volte a mettere in evidenza prodotti e soluzioni delle aziende espositrici che rappresentano l’eccellenza in termini di innovazione ed efficienza presenti in tutti i macro comparti. Le due iniziative intendono offrire agli operatori in visita un “viaggio” alla scoperta di quei prodotti, soluzioni e sistemi che testimoniano un cambiamento sostanziale dell’approccio impiantistico fondamentale per cogliere lo scenario futuro. 


…E NUOVE

Tra le novità troviamo invece l'evento THAT'S SMART dedicato alle tecnologie impiantistiche legate al mondo elettrico. Si tratta di un evento nuovo che intende dare spazio a prodotti e sistemi che si riferiscono alla Domotica, all’Home & Building Automation e alla gestione e monitoraggio dell’energia da fonti rinnovabili, dove ogni componente viene progettato per assicurare alti livelli di compatibilità con gli impianti presenti negli ambienti abitativi allo scopo di semplificare, accrescere e rendere più economica la qualità dell’abitare. THAT’S SMART non sarà però solo vetrina espositiva, ma anche e soprattutto un momento di confronto, dibattito e aggiornamento con un programma di workshop focalizzati sulle tematiche più attuali della domotica e Building Automation. 


CONVEGNI

“Il tema generale dei convegni del programma istituzionale di MCE 2014 – dichiara il professor Giuliano Dall’O’, Presidente del Comitato Scientifico di MCE - vuole proprio approfondire come gli impianti si relazionano alle città che diventano sempre più smart. Una nuova tipologia di sviluppo urbano che vede gli edifici sempre più connessi al territorio e dove le infrastrutture impiantistiche costituiscono un supporto fondamentale nella prospettiva di sviluppo delle reti intelligenti o delle smart grid”.

[ Fonte: www.casaeclima.com ]


venerdì 15 novembre 2013

Costruzioni in paglia e a km zero

Incontro gli architetti Giuseppe Andreoli e Simone Lorenzoni nello studio dove lavorano, il DDA, e cominciamo. Ci sono anche l’architetto Alessandro Almadori e Pier Francesco Duranti, che stanno lavorando al computer, ma anche loro ci tengono a raccontare qualcosa delle costruzioni in paglia, e allora ogni tanto si interrompono e si avvicinano. 
Del loro progetto di ampliamento di un’abitazione in Umbria con materiali naturali e a km zero, mi dicono prima di tutto della felice combinazione di un committente dalla mente aperta e di uno studio che non vede l’ora di provare pratiche sperimentali, e poi di tutto il resto: perché “tutto il resto” viene sempre dopo la volontà di iniziare. 

E iniziare un’avventura del genere, per l’ampliamento di un’abitazione esistente, con materiali naturali, a km 0 e ad alte prestazioni energetiche, è stata decisamente una di quelle esperienze che fanno brillare gli occhi, come si vede dalla cura minuziosa dei dettagli e dalla dovizia di particolari con cui mi raccontano il processo realizzativo. 

Il tutto nasce dalla volontà di un privato di ampliare la sua casa ad Avigliano Umbro, in provincia di Terni, per realizzare una struttura ricettiva per lo sviluppo artistico,in particolare delle residenze artistiche e dei laboratori di lavorazione della creta. 

Il progetto di ampliamento è stato affidato allo studio di Terni DDA, ed insieme al progettista è stata scelta la tecnica costruttiva della casa in paglia, con una struttura portante modulare in legno d’abete.
“La scelta dei materiali è stata dettata dalla vicinanza al sito di costruzione. La paglia arriva da un campo a soli 3km, mentre per la terra degli intonaci ci siamo riforniti direttamente dallo scavo di fondazione” , afferma Giuseppe, che prosegue spiegando la stretta relazione tra le fasi costruttive e i cicli naturali. 
 “Ad esempio gli intonaci: sono anch’essi naturali, da un impasto di terra, acqua e paglia, e vengono stesi a mano, per tre strati successivi, partendo dal primo strato interno, si aspetta che sia ben asciutto e si stende il primo strato esterno e così via, fino all’ultimo strato di finitura esterno”. 
Sembra la descrizione di una ricetta, e la lentezza del processo rispecchia ed evoca un’attenzione e una cura che nel campo dell’edilizia si stava abbandonando, spesso a spese della qualità dell’opera. 


STRUTTURA

Su delle fondazioni di tipo tradizionale, in calcestruzzo armato a T rovescia e con solaio in latero-cemento, è stata montata una struttura di elevazione in legno d’abete. “La struttura è modulare ed abbiamo brevettato noi stessi questo sistema costruttivo prefabbricato ad alta efficienza energetica e antisismica. Si chiama Econologico: economico ed ecologico allo stesso tempo. Inoltre, la modularità da un lato, e il suo essere legato alla filiera produttiva agricola locale dall’altro, lo rendono un sistema utile nei processi di autocostruzione”. La copertura inclinata è invece in legno lamellare. “Il lamellare è stata una scelta obbligata in questo caso, perché offre maggiore flessibilità dimensionale rispetto alle palanche di abete grezzo, adatte solo a strutture più semplici e quindi in questo caso alla struttura di elevazione“. 


TAMPONATURA IN PAGLIA

Sia la struttura di elevazione che la copertura sono state rivestite da uno spesso cappotto di paglia: non c’è infatti nessun altro materiale isolante, visto che la paglia offre già di per sé ottimi valori di trasmittanza (da 0,08 a 0,13 W/m2K). “Lo spessore delle balle di paglia per la tamponatura è di 45 cm, che insieme a 2,5 cm di intonaco per parte, fanno raggiungere al pacchetto murario 50 cm di spessore e dunque un ottimo isolamento termico". 


I COSTI

“Il cantiere oggi è in fase conclusiva, e da punto di vista economico si può solo fare una stima, dalla quale però i costi risultano inferiori alla metà di quelli necessari alla realizzazione di un edificio tradizionale”. Al cantiere di Avigliano auguriamo dunque buon lavoro, e possiamo sperare in quella diffusione di costruzioni in paglia che si è avuta da qualche tempo in Francia, in nome di un architettura sempre più ecosostenibile. 



venerdì 18 ottobre 2013

Le Smart Cities italiane

Saranno i primi Comuni a sperimentare le soluzioni sviluppate dal Consiglio nazionale delle ricerche, diventando esempi di città intelligenti smart citycommunity.

Agordo, Riccione e Siracusa sono i tre Comuni italiani ‘Smart Cities Living Lab’ , vincitori della selezione prevista dall’accordo siglato dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) con l’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) e indetta lo scorso luglio. Saranno i primi a sperimentare le metodologie e le soluzioni sviluppate nell'ambito del Progetto Cnr ‘Energia da fonti rinnovabili e Ict per la sostenibilità energetica’, trasformandosi in esempi di ‘città intelligenti’, da estendere in seguito nel maggior numero possibile di realtà territoriali. 
A proclamare e premiare le tre città, il presidente del CNR Luigi Nicolais, nel convegno inaugurale di Smart City Exhibition 2013 (Fiera di Bologna, 16-18 ottobre 2013), promosso e organizzato da BolognaFiere e Forum Pa, in collaborazione con Saie. 
I Comuni prescelti dovranno farsi carico esclusivamente delle spese di installazione di tecnologie e strumentazione, che saranno messe a disposizione dal Cnr in comodato d'uso gratuito grazie a un investimento di circa un milione di euro ciascuno. Le tecnologie da sperimentare si basano sulla trasformazione della rete dell'illuminazione comunale in una rete dati che, per la sua capillarità, può permettere di erogare alcuni servizi innovativi in tutta la città: dal collegamento Internet ad alta velocità con hot-spot wifi pubblici alla gestione automatizzata della sosta nei parcheggi, dal controllo del traffico al bilanciamento e alla razionalizzazione dei consumi di energia. 


Agordo (Belluno)

Agordo è risultato vincitore nella categoria “Comune con una popolazione residente pari o inferiore a 7.000 abitanti”, con smartcity cnrla motivazione: “Per aver presentato la proposta tecnica migliore che, tramite il coinvolgimento del Consorzio Bim del Piave, integra le fonti di energia rinnovabili presenti permettendo un bilancio energetico ottimale sul territorio comunale”. 


Riccione

Nella categoria dei Comuni “caratterizzati da un elevato impatto turistico” si è classificato primo Riccione (Rimini), “Per aver presentato come area di intervento una zona ad alto impatto turistico ed aver messo a disposizione una rete in fibra ottica che utilizza le canalizzazioni dell’impianto di pubblica illuminazione, oltre ad un piano dettagliato dei servizi Ict da erogare con l’obiettivo di ridurre l’attuale consumo energetico”. 


Siracusa 

La città di Siracusa si è aggiudicata il premio nella categoria “Centro storico” di un Comune con una porzione di territorio indicata quale zona “A” ai sensi del D.M. 1444/1968: “Per aver presentato la migliore ipotesi di intervento, inclusiva della riduzione degli attuali consumi energetici, mettendo a disposizione come area di sperimentazione l’isola di Ortigia, patrimonio dell’Unesco, e, nel contempo, aver dimostrato di avere tutti i requisiti tecnici richiesti dal bando di selezione”. 

“Il Cnr, con la sua rete di competenze scientifiche e tecniche, intende concorrere al miglioramento e innalzamento della qualità della vita delle città a partire da progetti avanzati di sostenibilità energetica”, osserva Nicolais. “Siamo convinti, e questa premiazione lo conferma, che il futuro dei territori e delle città, oltre a necessitare di buona e lungimirante amministrazione, sia sempre più collegato a un uso intelligente, e socialmente condiviso, di saperi e tecnologie avanzate. Strumenti indispensabili per affrontare le criticità del nostro tempo e costruire su solide basi il futuro di tutti”. 


Smart Cities Test Plant, accordo con Bologna 

Importante ruolo nella strategia ‘smart cities’ è giocato dallo Smart Services Cooperation Lab di cui il Cnr è partner assieme ad Agenzia per l’Italia digitale, ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca e Telecom Italia, e che ha il suo ‘Test Plant’ nell’Area della Ricerca Cnr bolognese. Grazie a un accordo, siglato oggi con il Comune di Bologna, lo ‘Smart Cities Test Plant’ sarà esteso al territorio compreso fra Piazza Liber Paradisus e il tratto antistante via Fioravanti: le tecnologie installate saranno a totale carico dell’Ente, mentre i servizi erogati saranno definiti e monitorati da entrambe le parti. (Fonte: Consiglio Nazionale delle Ricerche)



venerdì 13 settembre 2013

Il Green Box

Cambia colore, forma e dimensione costantemente, al variare delle ore del giorno e con il mutare delle stagioni: si tratta del “green box”, la dependance di una villa in Valtellina, a Cerido, in Provincia di Sondrio.
I progettisti dello studio act_romegialli hanno preferito percorrere una strada non convenzionale per ristrutturare una piccola costruzione dimenticata e abbandonata in fondo al giardino e un tempo utilizzata come ricovero per gli attrezzi e autorimessa, che oggi si confonde con la natura grazie al suo involucro vegetale.

Un leggero telaio in acciaio avvolge il vecchio edificio e serve da supporto all’involucro vegetale di essenze rampicanti,vero protagonista dell’intervento architettonico.

Uno studio accurato è stato effettuato per scegliere le essenze da mettere a dimora per conferissero un effetto di mutevolezza al variare dei giorni e delle stagioni : la trama principale è composta da Caprifoglio atlantico periclìmeno e da Polygonum baldshuanicum e la tessitura secondaria è formata da Humulus lupulus, comunemente conosciuto come il Luppolo, e da Clematis tangutica.

Per identificare il perimetro della costruzione sono state piantate, invece, erbacee perenni e annuali alternate a bulbi per assicurare una continua fioritura.
All’interno, dove trovano posto una cucina, un soggiorno e un locale adibito a deposito per gli attrezzi da giardino, la luce entra filtrata e attutita dalla vegetazione.
Le pareti sono quasi interamente finestrate e realizzate in acciaio zincato non verniciato e il pavimento è caratterizzato da un rivestimento in assi di legno di larice riciclato.

I materiali delle finiture interne sono volutamente semplici e grezzi ed anche gli arredi sono ridotti all’essenziale.

Delle vecchie cassette della frutta sono state assemblate per formare un mobile porta oggetti da parete e i rubinetti del lavandino della cucina sono dei semplici tubi di gomma.


giovedì 25 luglio 2013

Tegole fotovoltaiche: il tetto che produce energia!

Dopo i pannelli fotovoltaici da installare sul tetto o in giardino, arrivano le tegole fotovoltaiche: perfettamente integrate nella struttura dell’edificio, efficienti e soprattutto belle da vedere. 

Il problema estetico è infatti uno dei fattori che hanno finora ostacolato la diffusione dell’energia solare in Italia, un paese ricco di borghi antichi e centri storici dove l’installazione dei pannelli solari è non solo antiestetica, ma spesso vietata dalla legge. 

La tegola solare permette di ovviare a questo inconveniente. 
Già presente sul mercato da diversi anni, il prodotto si è infatti perfezionato e diversificato in modo da integrarsi sempre meglio nel paesaggio.

Sono oggi disponibili sia tegole che coppi fotovoltaici. 

Le tegole sono di fatto piccoli pannelli solari da applicare sulla parte piatta di ogni tegola o tra una tegola l’altra. La differenza rispetto a un tetto tradizionale è percepibile ma siamo ben lontani dall’impatto estetico di una copertura costituita interamente da pannelli fotovoltaici. 

Inoltre, l’installazione richiede un rifacimento solo parziale del tetto e la resa può essere molto elevata. 

FOTO: scopri tutti i dettagli delle tegole fotovoltaiche


I coppi solari rappresentano invece la vera novità. Sono fatti esattamente come i coppi tradizionali, solo che sulla loro superficie è ricavato l’alloggiamento per un pannellino fotovoltaico. 

I difetti rispetto alla tegola: costano di più, richiedono il totale rifacimento del tetto e ombreggiano parzialmente il pannello. 
I vantaggi sono evidenti: più belli e più simili ai tetti tradizionali, non hanno bisogno di installatori specializzati e danno diritto alla certificazione di “integrazione totale” del pannello nel tetto. Questo significa che, nelle zone sottoposte a rigide normative in ambito paesaggistico, i coppi permettono di ottenere le necessarie autorizzazioni all’installazione con più facilità rispetto alle tegole. 

L’offerta di tegole e coppi solari cresce a vista d’occhio e i produttori sono già un buon numero. 
Una chicca tuttagreen? 
Le tegole - prodotte da Area Industrie – sono in argille naturali, senza aggiunta di fanghi o additivi industriali, provviste di pannellini solari sostituibili qualora la ricerca in ambito fotovoltaico dovesse portare a tecnologie sensibilmente più efficienti. 


Proprio una bella idea, specialmente per chi vive in case di centri storici o soggette a vincoli architettonici o storici ma vuole abbracciare comunque le rinnovabili!


[ Fonte: www.tuttogreen.it ]

venerdì 19 luglio 2013

Il verde che conquista le smart city

Dagli anni Novanta ad oggi gli edifici che hanno meglio integrato la vegetazione nel progetto bosco apre.

L'architettura sta affrontando un periodo di grandi mutamenti.
In tempi di cambiamenti climatici e penuria di risorse, costruire nel rispetto dell'ambiente e in chiave sostenibile sta guadagnando sempre più importanza. Lo dimostra l'aumento – nei più recenti progetti architettonici in tutto il mondo – di giardini pensili, pareti verdi e metodi naturali di ventilazione che sempre più incorporano elementi come alberi, fiori e viticci.



Per il prossimo futuro, dunque, non è così improbabile pensare a un nuovo tipo di paesaggio urbano, con meno cemento a favore del verde. E' quanto sostiene l'ultima ricerca di Emporis, società di data mining che dal 2000 raccoglie dati su edifici di tutto il mondo.

Nel suo ultimo studio, Emporis segnala i migliori progetti capaci di integrare in forma armoniosa elementi naturali e forme architettoniche (www.emporis.com).


MENARA MESINIAGA (1994) 
L'idea di utilizzare le piante come parte della struttura di un edificio non è completamente nuova. Era i 1991 quando l'architetto asiatico Ken Yeang progettò la torre Menara Mesiniaga a Subang Jaya, Malesia. La progettazione di Ken Yeang aveva contemplato – in un approccio sostenibile pioneristico - le esigenze climatiche del luogo, stando attento ad elementi quali l’orientamento, la creazione di balconi o piccole terrazze, l'introduzione della vegetazione. Si tratta di uno dei primi edifici ventilati e illuminati naturalmente. 


ACROS FUKUOKA (1995)

Un progetto firmato dall'architetto Emilio Ambasz a Fukuoka, in Giappone, rappresentativo della possibile unione di aree verdi e zone costruite. Il lato Sud della hall presenta un parco composto da una serie di giardini terrazzati che raggiungono l’intera altezza dell'edificio, terminando in un belvedere con vista sul porto.  


COMMERZBANK TOWER (1997) 

Sorge a Francoforte, in Germania, ospita il Centro direzionale della Commerzbank progettato da Norman Foster & partners. La torre, alta 300 metri, include al suo interno dei giardini d'inverno.


WALDSPIRALE (2000)

Darmstadt, in Germania, ospita questo originale complesso residenziale, il cui nome – in tedesco – significa “Foresta a spirale”. Disegnato dall'artista Friedensreich Hundertwasser, in collaborazione con l'architetto Heinz M. Springmann, l'originale condominio ha lungo tutta la copertura un giardino verde. L’edificio,con una superficie utile complessiva superiore a 7.000,0 m2, è inoltre circondato da una folta vegetazione, corsi d’acqua, laghetti e coloratissime aree giochi per bambini.


MUSÉE DU QUAI BRANLY (2006) 
Sorge a Parigi, a pochi passi dalla Torre Eiffel ed è stato progettato dall'architetto francese Jean Nouvel. E’ diventato famoso in tutto il mondo per le sue pareti vegetali. L'edificio è infatti ricoperto da , 15.000 piante, appartenenti a 150 specie diverse, per un totale di 800 m² di verde.

NEWTON SUITES (2007) 
Newton Suites è un grattacielo residenziale situato a Newton Road, Singapore. A progettarlo lo studio WOHA Architects, che nel 2007 ha ricevuto il Silver Emporis Skyscraper Award 2007 per il progetto. Con un'altezza di 120 metri piani, l'edificio è caratterizzato numerosi giardini pensili.

VANCOUVER CONVENTION CENTRE (2009) 
Centro congressi tra i più grandi del mondo, per un totale di 43.340 m² di spazio. L'ala West è stata aggiunta nel 2009, con progetto dello studio LMN Architects di Seattle, e si caratterizza per l'ampio tetto verde con vista spettacolare. Il 9 febbraio 2010, la struttura è stata certificata LEED Platinum dal Canada Green Building Council.

OLARIS (2010) 
Solaris è un edificio per uffici situato nel cuore di Singapore. Progettato dallo studio Hamzah & Yeang e terminato nel 2010, il grattacielo incorpora al suo interno giardini pensili, terrazze verdi angolari, un atrio ventilato naturalmente e un particolare sistema di ombreggiatura.

PARK ROYAL HOTEL (2013) 
Un ecosistema tropicale sviluppato in altezza, così si presenta l'albergo Park Royal Hotel, progettato dagli architetti dello studio WOHA. Situato a Singapore e alto 89 metri, l'edificio ha raggiunto il punteggio Platinum del BCA Green Mark, il più alto livello di certificazione per gli edifici green di Singapore, assicurandosi anche il Pioneer Award Solar, per come sfrutta l'energia solare riducendo gli sprechi. L'hotel, alto 12 piani è interamente rivestito da vegetazione tropicale, agendo da depuratore vivente per tutta l'area circostante. 

BOSCO VERTICALE (2013) 
Due torri residenziali di 111 metri e 78 metri disegnate da Boeri Studio a Milano Porta Nuova. La peculiarità di queste costruzioni, appena terminate, è la presenza rispettivamente di oltre 900 specie arboree (550 alberi nella prima torre e 350 nella seconda, circa) sugli 8 900 m² di terrazze.




venerdì 5 luglio 2013

La nuova professione del Green Worker

Il settore delle costruzioni presenta una scissione tra la crisi nel comparto da una parte e la via legata allo sviluppo sostenibile dall'altra, tema rilevante nella tutela dell'ambiente. 
Lo sviluppo dell'edilizia sostenibile sta generando nuovi posti di lavoro, i cosiddetti "green jobs" e altro non sono che un'evoluzione di figure professionali esistenti; essenzialmente si provvede all'aggiornamento, adattamento e specializzazione di operai, tecnici e commerciali verso le tematiche della sostenibilità
Queste figure risultano più presenti in Italia rispetto alle maggiori economie mondiali, difatti nella classifica sull'efficienza energetica del 2012 stilata dall'International Energy Efficiency Scorecard, il nostro Paese si colloca al terzo posto, davanti a Cina, Giappone, Francia e USA. 
Sebbene stiamo affrontando una profonda crisi occupazionale che nel 2012 vede il numero di assunzioni in calo di circa il 30% rispetto all'anno precedente, il fabbisogno di green jobs resiste ala crisi a testimonianza che c'è una lenta crescita nelle assunzioni. 


Le principali competenze richieste sono

 - conoscenza di materiali, tecniche, tecnologie e prodotti legati alla sostenibilità; - progettazione energetica; - conoscere i principi di gestione del ciclo di vita per garantire all'edificio il livello di qualità; - gestione sostenibile dal progetto al cantiere; - conoscenza della metodologia "charrette". 



I PROFILI EMERGENTI 



Ecodesigner d’interni 

Progetta gli spazi ed oggetti di uso comune all'interno di abitazioni ed edifici pubblici, con particolare attenzione alla sostenibilità, al ciclo di vita ed efficienza dei materiali; tiene conto delle regole della bioedilizia contenendo i costi ed evitando gli sprechi. Necessaria la laurea specialistica in Architettura alla quale far seguire master o corso; tra gli sbocchi occupazionali, collaboratore in studi tecnici ovvero come autonomo consulente. 


Ecoindustrial designer 

E' un disegnatore industriale sostenibile; progetta oggetti di design destinati ad essere realizzati in serie, con criteri di sostenibilità e stabilisce quale materiale utilizzare, l'efficienza ergonomica ed energetica oltre che la sua sicurezza e usabilità. In possesso di un diploma da perito, grafico o geometra, è preferibile una laurea in Architettura, Ingegneria o in Disegno Industriale seguita da qualche corso o master. 


Esperto del restauro urbano storico 

Si preoccupa di conservare e salvaguardare le testimonianze di beni storici che testimoniano la tradizione costruttiva. Progetta piani di salvaguardia della scena urbanaoltre che singoli interventi di restauro. Necessaria la laurea specialistica in Architettura alla quale far seguire un master o la specializzazione o corsi di laurea dedicati al tema; tra gli sbocchi occupazionali: libera professione, presso enti pubblici, come consulente in studi tecnici o presso aziende specializzate in restauro architettonico urbano. 


Tecnico nella gestione di impianti di trattamento rifiuti urbani 

Gestisce gli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani garantendone la sostenibilità al fine di minimizzare l'impatto ambientale e a risolvere problemi legati allo smaltimento; E' responsabile dell'impatto ambientale, si preoccupa del funzionamento degli impianti di trattamento, della codificazione dei rifiuti, della gestione degli impianti di trattamento di rifiuti urbani. In possesso di un diploma da perito agrario, agro-ambientale o agro-territoriale; tra gli sbocchi occupazionali: libera professione, presso enti pubblici, come consulente in studi tecnici o presso aziende specializzate. 


Certificatore energetico 

E' un professionista qualificato in grado di effettuare la diagnosi energetica di un edificio; figura relativamente nuova, importante da quando è stata resa obbligatoria la certificazione energetica "Ace" per l'atto di vendita di un edificio. raccogli una serie di dati del manufatto, sua struttura, gli impianti; ne determina il fabbisogno energetico, calcola le emissioni di CO2 e produce l'attestato di certificazione energetica. Necessaria la laurea triennale o specialistica in Architettura, Ingegneria, Scienze ambientali, Chimica, Scienze e tecnologie agrarie, o forestali e ambientali; in alternativa con il possesso del diploma di geometra, perito industriale o agrario, deve aver frequentato un corso abilitativo riconosciuto ed aver superato l'esame finale. Obbligatoria l'iscrizione all'albo o Collegio professionale; tra gli sbocchi occupazionali: libera professione, presso enti pubblici, come consulente in studi tecnici o presso aziende specializzate. 


Esperto di progettazione delle energie rinnovabili 

Gestisce e coordina la progettazione dei sistemi di energia rinnovabili dall'eolico fino al solare; verifica le caratteristiche del territorio dove verranno realizzate le opere, ne individua le possibilità di utilizzo, svolge analisi e monitoraggi sull'integrazione degli esistenti e definisce una progettazione di massima delle tipologie tecnologiche. Necessaria la laurea specialistica in Ingegneria con successivo master in fonti rinnovabili; è una professione che vive un momento di espansione grazie ai finanziamenti pubblici e privati delle rinnovabili.



venerdì 14 giugno 2013

Spagna: riqualificazione di appartamenti vacanza

San Vicente de la Sonsierra è un piccolo paesino sperduto tra i rilievi della Spagna settentrionale. 

Qui, gli architetti dello studio Blur Arquitectura hanno individuato un edificio lasciato in stato di abbandono di origine cinquecentesca. 
Decisi a riportarlo a nuova vita, i progettisti hanno pensato di farne un appartamento da affittare per le vacanze, con il duplice obiettivo di sfruttare al massimo lo spazio ridotto – poco più di 30 metri quadrati – e non intaccare la struttura originale. 


SCALA CENTRALE DEFINISCE GLI SPAZI. 

Lo spazio interno è definito da una scala leggera, situata nel centro dell'abitazione che si sviluppa su tre livelli. Al pianterreno, è stata realizzata un'area living, con tavolo e cucina, mentre al primo piano si trovano le camere da letto. Gli architetti hanno voluto sfruttare anche un caratteristico traforo, intelligentemente convertito in area spa, con una caratteristica piscina al coperto. 


PAVIMENTO IN CEMENTO LEVIGATO

I progettisti hanno scelto di utilizzare pochissimi materiali per sottolineare ulteriormente la pietra esistente. A questa sono stati aggiunti solo legno di rovere e ferro verniciato, mentre un pavimento di cemento levigato unifica tutti i piani. 


LASCIAR PARLARE L'ARCHITETTURA ORIGINALE.

Interessante anche l'intervento realizzato sulla facciata posteriore, dove una sezione del muro è stata rifatta con un reticolo di mattoni che lascia filtrare la luce naturale, offrendo al contempo privacy alla camera da letto. 
Gli architetti hanno curato anche l'interior design, realizzando tavoli, armadi, sedie e lampade appositamente per il progetto, sempre guidati dall'idea di non oscurare la bellezza dell'architettura originale e scegliendo pezzi molto minimal. 

[ Fonte: www.casaeclima.com ]