Visualizzazione post con etichetta casa ecologica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta casa ecologica. Mostra tutti i post

venerdì 3 dicembre 2010

ECOABITARE alla Fiera dell'Artigianato a Rho/Pero (Milano)

A par­tire dal 4 dicem­bre, per con­tin­uare fino al giorno 12, in Fiera Milano, sarà pos­si­bile assis­tere alla man­i­fes­tazione “Arti­gianato in Fiera”, dove sarà pos­si­bile vis­itare anche Ecoabitare, il salone che pre­senta al pub­blico servizi per la casa con par­ti­co­lare atten­zione al tema della sosteni­bil­ità ambientale.

Nello spazio di Arti­gianato in Fiera, sarà pos­si­bile iden­ti­fi­care gli espos­i­tori di
Ecoabitare gra­zie alla carat­ter­iz­zazione del lay­out degli stand pre­senti alla mani­fes­tazione ed alle indi­cazioni della manifestazione.

Il tema prin­ci­pale sarà la Casa Eco­log­ica, e verrà ded­i­cata par­ti­co­lare atten­zione alle pratiche che pos­sono influire pos­i­ti­va­mente sull’impatto ambi­en­tale che hanno le nos­tre abitazioni, con un par­ti­co­lare occhio alle nuove nor­ma­tive in tema di “abitare ecologico”.

L’ingresso ad Arti­gianato in Fiera è gra­tu­ito, e sarà pos­si­bile vis­itare la man­i­fes­tazione nelle gior­nate feri­ali dalle 15:00 alle 22:30 e nelle fior­nate fes­tive (e sabato) dalle 10:00 alle 22:30, con un’eccezione per lunedì 6 dicem­bre, in cui l’orario sarà dalle 10:00 alle 22:30.

Per mag­giori infor­mazioni su Ecoabitare, è pos­si­bile scari­care la
rassegna stampa dell’anno scorso, o visu­al­iz­zare la brochure dell’evento.

[ Fonte: News.Attico.it ]

venerdì 26 novembre 2010

Ripaghiamoci la "casa ecologica"

Acquistare una nuova abitazione realizzata secondo i canoni della sostenibilità ambientale e dell’efficienza energetica costa ancora qualcosa in più rispetto all’utilizzo di tecniche tradizionali, ma il surplus può essere abbattuto nel giro di pochi anni, se a questo si aggiunge un utilizzo prudente dell’immobile.

“Lo scenario attuale è molto diverso da quanto si potesse immaginare solo qualche anno fa”, riflette Carmine Prinzo, responsabile area tecnica di La Ducale (società di sviluppo immobiliare del gruppo Tecnocasa), che sta curando Habitaria (foto in alto), intervento immobiliare residenziale in classe A ubicato a Paullo, nella zona est di Milano.

“I passi in avanti compiuti sulle tecnologie per i materiali consentono di realizzare edifici a elevata efficienza energetica e con l’impiego di prodotti in buona parte naturali a un prezzo che oscilla dal +12% (per la classe B ovvero consumi energetici compresi tra i 30 e i 50 kWh per metro quadro all’anno) al +18% (classe A, vale a dire meno di 30 kWh annui al metro quadro ) rispetto a una costruzione realizzata con le tecniche tradizionali”.
Un gap di prezzo pressoché dimezzato rispetto a quanto rilevato sul mercato solo tre o quattro anni fa. “Per altro questo prezzo aggiuntivo è in buona parte dovuto a una maggiore cura delle rifiniture nella scelta degli elementi cruciali per i consumi domestici”, aggiunge Prinzo. A cominciare dall’installazione di pompe di calore geotermica, che ricava l’energia necessaria per il riscaldamento attraverso l’acqua di falda o il terreno, oltre che dalla presenza di pannelli fotovoltaici sui tetti dell’edificio. “Due interventi che permettono di azzerare i costi condominiali”, spiega il manager di La Ducale.

Il resto lo possono fare l’adozione di tecnologie solari attive (come i collettori solari) o passive (masse di accumulo e gestione dei moti convettivi dell’aria), oltre che la realizzazione di sistemi domotici all’interno degli appartamenti e l’impiego di materiali, vernici e rivestimenti a basso impatto inquinante. “Le variabili in gioco, dalle abitudini familiari all’ubicazione dell’abitazione rendono difficile effettuare stime sul ritorno dell’investimento necessario per abitare in una casa eco-sostenibile e ad alta efficienza energetica”, aggiunge, “ma a spanne la tempistica può oscillare dai tre ai sette anni”.

Senza dimenticare l’impatto che una scelta di questo tipo ha sull’ambiente nel suo complesso: oggi il 31% dell’energia elettrica e il 44% di quella termica (combustibili) viene utilizzata in ambito residenziale. Buona parte di queste fonti energetica è destinata alla climatizzazione dei locali (riscaldamento invernale e raffrescamento estivo), con una quota rilevante rappresentata dagli elettrodomestici. E, soprattutto, con una tendenza di questa componete a crescere, alla luce di dispositivi sempre nuovi lanciati sul mercato.

Gabetti, che sta ultimando il suo primo complesso residenziale in classe A nei pressi di Murta Maria (Olbia), ha messo a punto per Tekneco una simulazione dei costi di costruzione che aiuta ad avere un quadro più chiaro della situazione. “L’acquisto dell’area edificabile non presenta differenze”, spiega Massimiliano Miceli, direttore generale di La Gaiana, società di Gabetti che sta realizzando il progetto, “e lo stesso vale per la progettazione. Si possono stimare 200 euro in più al metro quadro in fase di costruzione, che nel complesso costituiscono il 5% del totale o poco più”. Quanto il maggior aggravio per i costruttori si traduca in un maggior costo per i consumatori è, però, difficile dirlo: “Nelle condizioni attuali di mercato la vera discriminante è la possibilità o meno di vendere un immobile in tempi ragionevoli (tre o quattro mesi): obiettivo a portata di mano solo se si costruisce secondo criteri di efficienza energetica”. Una situazione che in alcuni casi spinge i costruttori a vendere le abitazioni di classe più elevata persino allo stesso costo delle tradizionali: “Questo perché la società immobiliare trasferisce sul consumatore finale il risparmio ottenuto sul fronte degli oneri finanziari”, conclude.

[ Fonte: Tekneco.it - Articolo di Luigi Dell'Olio ]

venerdì 4 giugno 2010

Eco-case? Poca informazione rende gli acquirenti scettici!

Migliorare la comunicazione tra produttori e consumatori in materia di case a basso consumo energetico.

E’ il consiglio dei ricercatori che hanno condotto progetti di studio sulle barriere comportamentali che esistono nell’accettazione delle energie rinnovabili e delle tecnologie per il risparmio energetico.


Per chi non li avesse mai sentiti nominare
Create Acceptance e Changing Behaviour sono due progetti europei nati nello stesso contesto: affrontare le barriere comportamentali e sociali esistenti nei confronti delle rinnovabili.
Co-finanziati dal 7° Programma Quadro per l’Energia dell’Unione sostengono entrambi la necessità di un cambiamento nell’uso dell’energia e nei servizi da parte dei consumatori e dei gruppi industriali.

I risultati raggiunti mostrano dei dati interessanti: gli esperti hanno studiato il problema delle cosiddette Sticky information (letteralmente informazioni appiccicose) insito nelle iniziative che mirano a promuovere tecnologie a basso consumo da impiegare in case sostenibili. Il termine si riferisce al modo in cui la conoscenza degli esperti in efficienza energetica e dei potenziali acquirenti rimanga “attaccata” al rispettivo mondo, indice di uno scarso flusso di comunicazione e di scambio delle informazioni fra i due comparti.
Per il comparto che più pesa su consumi ed emissioni nella UE, ossia quello edilizio, il risparmio energetico è oggi un senso obbligato.

Eppure esiste ancora una certa reticenza nell’acquisto delle case “ecologiche”. Come parte di questi progetti, è stato organizzato un concorso destinato alla realizzazione di abitazioni a basso consumo energetico che ha visto anche potenziali acquirenti coinvolti come membri della giuria. Malgrado alcuni successi ottenuti con l'innalzamento della consapevolezza generale, i risultati sono stati sotto le aspettative e focalizzando l'attenzione sulla poca disponibilità dei consumatori a comprare “eco-case”.

Guardando al futuro, i ricercatori raccomandano una migliore utilizzazione dei metodi di partecipazione per migliorare la comunicazione, come la ricerca sui consumatori e i gruppi di discussione, ed esplorando il concetto di co-progettazione con gli acquirenti.
È importante sottolineare che questi metodi dovrebbero essere adattati alle esigenze sia dei produttori che degli acquirenti.

[ Fonte: Rinnovabili.it ]

giovedì 25 marzo 2010

L'Eco Abitazione esiste?

Secondo voi esiste l'EcoAbitazione? Nel senso...esiste come concetto al quale si dedicano e credono fermamente i costruttori, gli immobiliaristi, chi costruisce case?

Il dubbio viene, se si pensa a come funziona il nostro paese, a tutto ciò che si verifica quando ci sono eventi catastrofici come i terremoti in cui si scopre che le case venivano fatte con cemento misto a sabbia. Il dubbio si insinua dentro di noi quando ci si chiede se "realmente" chi costruisce crede in quello che é un progetto importante e che dovrebbe divenire nei prossimi anni per forza di cose un progetto globale.

L'EcoAbitazione esiste soprattutto nei paesi del nord europa dove la concezione di risparmio energetico é più sviluppata e va oltre qualsiasi forma di interesse economico.
L'isola di Samso ne é un esempio lampante che giusto qualche mese va vedevo in una trasmissione in tv. L'isola é un esperimento atto a renderla totalmente auto-sufficiente e completamente indipendente dall’utilizzo di fonti fossili nell’arco di dieci anni. In realtà l'indipendenza é stata raggiunta in anticipo (5 anni prima) già nel 2003 grazie all'ausilio su tutto il territorio di pale eoliche, pannelli solare e fotovoltaici, ecc. Un successo, un esempio da seguire. L'esempio concreto che ci dice che "si può fare".

L'EcoAbitazione esiste...ma é solo agli albori. Bisogna sudare, lottare, rimboccarsi le maniche per renderla un concetto il meno astratto possibile.

Sono in molti, alla luce dei dati negativi legati all'inquinamento della Terra, ad augurarsi che nel più breve tempo possibile tutto questo si realizzi.

[ Fonte: articolo scritto dalla redazione di "EcoAbitazione" ]

sabato 20 marzo 2010

Partiamo dal concetto di risparmio energetico

Per parlare di EcoAbitazione é necessario partire dagli albori e quindi introdurre i principali fondamenti del "risparmio energetico".

Partiamo dalla semplice lampadina. Sostituiamo quelle ad incandescenza con quelle fluorescenti. Le prime consumano molta energia, mentre le seconde ne consumano molta meno e fanno più luce. Ma questo é solo l'esempio più comune.

Anche negli impianti di riscaldamento degli edifici ci sono accorgimenti più o meno semplici per risparmiare energia, come l' uso delle valvole termostatiche, l'uso di cronotermostati ed altri più impegnativi, come la sostituzione degli infissi obsoleti, delle caldaie vecchie con caldaie a condensazione, l'isolamento termico delle pareti.
Un risparmio energetico si può avere anche a livello di produzione di energia elettrica utilizzando sistemi di cogenerazione atti a migliorare i rendimenti dei vari processi, che consistono in tecnologie atte ad ottenere, simultaneamente ad esempio, energia elettrica e calore; oppure si utilizzano in "cascata" gli stessi flussi energetici a crescenti entropie per utenze differenziate o, infine, ad effettuare forme di recupero energetico a circuito chiuso.

Quando parliamo poi di risparmio energetico non possiamo esimerci dal parlare di energie rinnovabili come l'energia solare legata agli impianti fotovoltaici, oppure l'energia eolica (molto diffusa in parecchi paesi del nord europa), l'energia idroelettrica derivante dallo sfruttamento della forza delle acque delle dighe, l'energia geotermica derivante dalle fonti di calore della terra, le agroenergie derivanti dall'energia che si può ricavare dai prodotti coltivati dall'agricoltura (biocarburanti e biomasse), l'energia marina derivante dalle correnti e dalle onde.

Innumerevoli possono essere le così le fonti di energia che si possono ricavare in modo totalmente "pulito", non inquinante, e soprattutto a vantaggio di tutti gli abitanti della terra che hanno come principale necessità proprio quella dell'EcoAbitare.

[ fonte: spunti tratti da Wikipedia ]