lunedì 19 dicembre 2011

Buone Feste da Eco-Abitazione !!!



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lunedì 5 dicembre 2011

Venezia: le onde come fonte di energia

Varati 3 prototipi sperimentali: due saranno installati in mare aperto, uno è già presente in laguna.


Sfruttare il moto delle onde marine come fonte di energia elettrica pulita, rinnovabile e a costo zero.

Lo sta per sperimentare la città d'acqua per eccellenza, Venezia, che con la collaborazione di AGIRE (Agenzia veneziana per l'energia) ha realizzato tre prototipi per la produzione di energia dalle onde: due che saranno installati in mare aperto entro la prossima primavera, mentre uno è già stato posizionato in laguna, nel Canale della Giudecca, ad agosto.

COME FUNZIONANO?
I prototipi, costituiti da un galleggiante e da un generatore, sfruttano il Principio di Archimede, ossia un corpo immerso in un fluido riceve una spinta verso l'alto eguale al peso del liquido spostato, quindi un galleggiante di peso trascurabile potrebbe muovere un analogo volume d'acqua.
Nel tempo che intercorre tra due picchi dell'onda, il galleggiante si muove dalla massima altezza al livello zero del mare per risalire al punto più alto. I tre sistemi, denominati rispettivamente “Mini GIANT”, “GIANT” e “WEM”, sono realizzati da due aziende italiane che, a titolo gratuito, li stanno sperimentando insieme ad AGIRE.

MINI GIANT (Generatore Integrato Autonomo Non Tradizionale)
è già attivo lungo il canale della Giudecca ed è stato realizzato appositamente per Venezia – come ha sottolineato l’assessore all’Ambiente – perché consente di sfruttare sia il moto ondoso delle imbarcazioni, sia le onde di rimbalzo sulle rive dei canali. Si tratta di un sistema ingegnoso capace, una volta a regime, di diventare un perfetto micro-serbatoio di energia per uso domestico.

GIANT E WEM. In mare aperto, invece, verranno testati il sistema GIANT (foto dx), una specie di enorme "fungo" capace di produrre e immagazzinare 12.000 kWh all'anno e il sistema WEM - Wave Energy Module - (foto sx) più impattante e complesso rispetto a Giant, ma in grado di generare 35.000 kWh all’anno e coprire, ad esempio, l’intero fabbisogno energetico di un asilo.

[ Fonte:
www.casaeclima.com ]

venerdì 18 novembre 2011

Il verde in citta'

Per lo sviluppo di aree verdi urbane, il legno è ritenuto da sempre un materiale ideale per l'arredamento da esterno perché oltre ad essere ecologico e ad adattarsi molto bene al verde di piante e fiori, è un elemento che da calore ovunque viene impiegato.

Il legno è un elemento costruttivo che da immediatamente un senso di naturalità e di relax e questi sono solo alcuni dei motivi per i quali viene impiegato moltissimo nella costruzione di elementi d'arredo per il
giardino e negli spazi verdi di molti centri abitati.

Questi luoghi sono spesso rifugio di tutti noi che, stanchi del traffico cittadino, dell’aria condizionata all’interno degli uffici o semplicemente di stare al chiuso delle nostre case, andiamo alla ricerca di un posto tranquillo, all’aria aperta dove sdraiarci e riposare magari sotto una bella pianta rigogliosa che ci dona ombra e refrigerio.

Oggi parchi e giardini sono molto presenti in tutte le nostre città, ne troviamo di attrezzati con giochi per bambini, con porte per giocare a calcio, con tavoli per fare pic nic, fontanelle per dissetarsi, alcuni ben ordinati e puliti altri che avrebbero la necessità di riordino e manutenzione.

Parchi e giardini, soprattutto nelle ore pomeridiane, sono frequentati da mamme con passeggini e culle che portano il proprio bimbo a prendere un po’ di fresco nel verde , da sportivi e amanti della vita aperta; ma sono anche luoghi di aggregazione di ragazzi e adolescenti dove si rincorrono liberamente, giocano a palla, a nascondino ecc., e di persone anziane che, oppressi della calura estiva o sentendosi un po’ soli, cercano in questi posti persone della loro età per parlare, raccontarsi o giocare a carte.

Parchi e giardini sono uno spettacolo della natura, luoghi speciali e molto utili, cerchiamo sempre di rispettarli e tenerli puliti.


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lunedì 7 novembre 2011

Costruire sul costruito

"Costruire sul costruito” è secondo l'architetto la modalità sostenibile di sviluppo urbano .

Si è aperta il 2 novembre scorso a Genova la 25esima assemblea Eurocities 2011, che vede la partecipazione di 400 delegati (urbanisti e sindaci) provenienti da 36 Paesi europei.

Nel dibattito, che vede al centro il tema della rigenerazione urbana e della pianificazione urbanistica focalizzata sulle persone, è intervenuto ieri anche l'architetto e urbanista Renzo Piano.

“Le città europee non devono più crescere per esplosione urbana, ma per implosione. Non possono continuare a mangiare territorio, non possono continuare a esplodere”, ha detto Piano nella sua relazione titolata “Planning for People”.


Costruire sul costruito
“È tempo – ha sottolineato - di costruire sul costruito, di riqualificare l'esistente, di non consumare più suolo. L'esplosione delle città è già avvenuta nel Dopoguerra. Siamo nel secolo nuovo, è evidente che non si può continuare a costruire nuove periferie, spesso desolate e con costi sociali enormi”.
Secondo l'architetto, “bisogna smetterla con la tendenza di costruire sul mare. Certamente lo sviluppo del porto va salvaguardato, ma ci sono due modi di far crescere una città: il primo è sostenibile, cioè per implosione, costruendo sul costruito, il secondo è insostenibile, cioè per esplosione. Lo sviluppo delle città per implosione è l'unico modo per evitare di costruire nuove periferie, che sono la scommessa del futuro. O riusciamo a trasformare le periferie in luoghi europei o sarà un disastro”.


L'esempio di Genova
Piano cita come modello la sua città, Genova, che ha avuto “il coraggio di dire stop al consumo della costa. C'è un motto valido per l'Europa: a Genova non si spreca niente. L'idea antica, che non si butta via niente, deriva dal fatto che Genova è una città stretta tra monti e mare, dove non c'è spazio da sprecare. Ha a che fare con l'idea di parsimonia, non con quella di avarizia. Non sprecare spazi è una grande qualità”.
“Costruire sul costruito” è quindi l'esortazione che Piano rivolge agli architetti e urbanisti del mondo. “Non si può pensare di espandere periferie, le città possono crescere da dentro.”

[ Tratto da Casa&Clima.com ]

lunedì 3 ottobre 2011

C'era una volta una scuola nel bosco ...

Manassas Park, in Virginia, è una cittadina immersa nel verde delle foreste di conifere e latifoglie tipiche di quest'area.

La scuola che insegna a conoscere la natura.
A rispettare la tradizione e lo stretto intreccio tra natura e attività umane, la scuola elementare MPES, un progetto architettonico ed educativo, se si considera che parte dalla premessa di insegnare ai bambini il rispetto per l'ambiente, perché “non si può pretendere dai giovani studenti di conservare o proteggere qualcosa che di cui non conoscono il valore e la vulnerabilità.” La scuola è quindi concepita come uno strumento didattico in grado di guidare i bambini lungo un percorso di conoscenza e rispetto dell'ambiente circostante, compito affidato a un team di progettisti, insegnanti e genitori.

Materiali naturali e vetrate sulla foresta.
Questi principi ispiratori si riflettono direttamente sull'architettura dell'edificio, pluripremiato per l'approccio sostenibile e le scelte progettuali. Situata a pochi passi dai boschi, la scuola è stata costruita con materiali naturali reperiti in loco e lascia che tutti gli interni si affaccino direttamente sul verde. Gli stessi alberi estirpati per fare posto al cantiere e successivamente alla struttura, sono stati poi ripiantati, in un'ottica di totale rispetto delle specie locali.

Lezione outdoor.
Ma i bambini non guardano soltanto il verde circostante: l'innovazione di questo progetto sta proprio nella forte interazione ricreata tra interno e paesaggio.I progettisti, lo studio VMDO Architects, hanno infatti organizzato l'area esterna in maniera totalmente vivibile, facendone un prolungamento (sfruttatissimo!) della scuola, con aree ricreative, due spazi utilizzati come classi durante la bella stagione, spazio per attività e incontri. I bambini imparano così a conoscere le felci, i muschi, gli alberi e gli animali locali, aiutati da una segnaletica esplicativa e da corsi organizzati da professori ed esperti.




[ Fonte: Casa&Clima.com ]

venerdì 23 settembre 2011

Taiwan: il più alto green building del mondo

Taipei 101: un grattacielo di oltre 500 metri d'altezza a Taiwan, è appena diventato l'edificio più alto al mondo ad ottenere la certificazione Leed Platinum da parte dell'US Green Building Council.
E non solo, è anche l'edificio certificato con la superficie maggiore, 150.000 metri quadri, e con il più alto numero di inquilini: 90.
I proprietari del Taipei 101 hanno tentato di ottenere la certificazione Leed già nel novembre del 2009, ed hanno attraversato un processo rigoroso di aggiornamento della costruzione per soddisfare tutti gli standard richiesti dal Council.

Qualità dell'aria
Uno dei punti di forza riguarda la qualità dell'aria, undici piani dell'edificio ospitano delle unità di trattamento dell'aria che forniscono aria condizionata al resto della struttura. Queste unità inoltre monitorizzano il livello di CO2 presente nell'edificio, e quando si supera una certa soglia la aspirano all'esterno dell'edificio.
Tra l'altro, è stata definita una soglia ben più bassa, 600 ppm, rispetto alla normativa nazionale che è di 1000 parti-per-milione.

Contro l'umidità
Per affrontare l'elevata umidità tipica dell'isola di Taiwan, l'edificio è dotato di due sensori per ogni piano che ne controllano il livello, e che attivano un sistema ad acqua refrigerata all'interno delle unità di condizionamento per ridurla.
L'edificio include anche una varietà di sistemi di illuminazione a risparmio energetico, con sensori di movimento e camere progettate per incoraggiare l'uso di lampade da scrivania, piuttosto che le comuni luci ambientali. Tutte queste caratteristiche combinate hanno permesso di ottenere un risparmio sul consumo energetico negli ultimi tre anni del 18%.
L'edificio inoltre ricicla il 100% dell'acqua piovana che raccoglie, e tutti i lavandini, i servizi igienici e gli orinatoi sono muniti di sensori di movimento.
Questo gli permette di risparmiare fino a 28 tonnellate di acqua sanitaria all'anno.

[ Fonte: Casa&Clima.com ]

giovedì 1 settembre 2011

L'ultimo progetto "green" di Steve Jobs

L'ultimo progetto presentato da Steve Jobs, prima dell'annuncio delle sue dimissioni da CEO dell'azienda di Cupertino, riguarda il nuovo campus della Apple che sorgerà in California: un gioiello della bio-edilizia da 260.000 metri quadrati, un'architettura futuristica che prenderà il posto di un parcheggio, trasformandolo in un'area verde con al centro la sede della Apple.

Il campus
Il progetto prevede, dei nuovi laboratori di produzione, una palestra per i dipendenti, una sala riunioni da mille posti, un ampio parco centrale e un parcheggio su tre livelli alla cui sommità sorgerà un impianto fotovoltaico che assolverà al fabbisogno energetico dell'edificio.
In totale, il nuovo campus potrà accogliere fino a 13.000 dipendenti.

Forma circolare
La sua forma circolare, simile a quella di uno stadio da calcio, favorisce la ventilazione naturale e permette così di risparmiare sull'aria condizionata, mentre il parco che circonda la struttura ha il compito di ombreggiare la struttura e assorbire le emissioni di Co2.


[ Fonte: Casa&Clima.com ]

mercoledì 27 luglio 2011

Buone Vacanze !!!!


Auguriamo a tutti buone vacanze estive!!!!

Noi torneremo con nuovi articoli tratti dal web a Settembre.
Agosto sarà anche per noi un modo per riposare e per tornare più carichi che mai e desiderosi di Eco-Abitazione! ^_^

A presto!!! E non dimenticate di seguirci anche su Facebook:
http://www.facebook.com/home.php#!/pages/EcoAbitazione-risparmio-energetico-dellabitare/112556212088469


lunedì 18 luglio 2011

Solar Decathlon 2011

Il Solar Decathlon, competizione internazionale che vede gareggiare tra loro edifici a basso consumo realizzati dalle Università, è alle porte (Washington, 23 settembre - 2 ottobre 2011) e molti team sono già al lavoro per riuscire ad aggiudicarsi l'ambito premio.
Il concorso prevede case di una metratura inferiore ai 100 mq, tanto che molte squadre scelgono come target di mercato giovani coppie o anziani.

UNA CASA PER 3.
Quest'anno però il Team Massachusetts, composto dall'Massachusetts College of Art and Design e dal University of Massachusetts at Lowell, presenterà una casa adatta ad una famiglia di 3 persone che cercherà di soddisfare tutte le esigenze degli occupanti: 4D Home.

PERGOLATO FOTOVOLTAICO.
Moderna interpretazione delle case presenti nel New England, "Casa 4D" è un prototipo vendibile ad un vasto pubblico. I membri del team però non erano interessanti prettamente alle componenti stilistiche, ma più ad elementi pratici per semplificare la "gestione" da parte dell'inquilino, come ad esempio il tetto inclinato per far scivolare la neve. Proprio a tal fine, la casa dispone di un tetto a due spioventi. L'esterno è rivestito con pannelli in fibrocemento, mentre il lato sud è stato ombreggiato grazie alla presenza di un pergolato in legno che supporta anche un impianto fotovoltaico.

EDUCARE AI CONSUMI.
Uno dei principali obiettivi del team di progettazione è stato quello di educare i residenti al consumo energetico e alla produzione di energia. Una porta a vetri mostra la "sala macchine" che contiene il serbatoio di ACS, le centraline elettriche e la lavanderia. Componenti che, secondo il team, serviranno come promemoria per non sprecare.

MONITORAGGIO A PROVA DI BAMBINO.
Il team, infine, ha deciso di non inserire tecnologie complicate per il monitoraggio del consumo all'interno dell'abitazione, optando per un'interfaccia utente intuitiva che anche i bambini possono utilizzare.

Al momento 4D Home, dopo aver ricevuto l'approvazione del Boston Redevelopment Authority, è stata costruita ed esposta all'interno del Boston’s Marine Industrial Park.dove verrà mostrato al pubblico prima di essere trasferita a Washington per il Solar Decatlon.

[ Fonte: Casa&Clima.com ]

venerdì 24 giugno 2011

La casa che si mimetizza col paesaggio

Centerbrook progetta una villa che dalla natura trae il massimo delle sue energie.

Progettata dallo studio di architettura americano Centerbrook, Lakewood House si mimetizza nel paesaggio circostante e, grazie a un sistema di riscaldamento/raffreddamento geotermico a circuito chiuso, il ricorso a materiali 100% naturali e locali e lo sfruttamento del calore solare, si è aggiudicata nel 2009 l'AIA Design Award per il miglior Residential Built Design. “Una struttura che sembra uscita dalla natura”, ha commentato la Giuria entusiasta.

Situata nella parte nord orientale degli Stati Uniti, Lakewood House è immersa in una foresta di pini affacciata su un lago e, grazie alle forme e ai materiali ispirati e presi dalla natura, si confonde perfettamente tra i pini. Vista dalla sua pianta, la casa si apre a ventaglio come un mazzo di carte, ma Centerbrook spiega che la villa è stata disegnata perché le sue forme seguissero l'arco del sole. Aperte a sud verso l'acqua, le vetrate a tutta altezza – oltre a far filtrare luce in abbondanza - consentono piena vista sul bosco circostante, “in un dialogo tra natura e costruito”, che è valso al progetto l'appellativo di “casa che parla con il bosco”.

Calore del sole assorbito e rilasciato all'interno dalle pareti in pietra.
Abbastanza spaziosa da ospitare tutti i componenti della (ampia) famiglia che vi abita, Lakewood House sfrutta il calore del sole, che - assorbito nel camino in pietra e dalle pareti interne, sempre in pietra – viene poi rilasciato gradualmente nel corso della notte. Altamente efficiente, al riscaldamento provvede - durante i mesi invernali - anche una spettacolare stufa a legna russa, in muratura in pietra ollare, che monitorata dal computer è in grado di ottimizzare gli sprechi e e le emissioni.

Il tetto protegge dai venti invernali e la facciata di tronchi sospesi dà ombra.
Tutto l'insieme di edifici che formano Lakewoodhouse – composta dalla residenza principale, una serie di piccoli capanni minori e la casetta per gli ospiti- è orientato verso il sole e progettato con tetti spioventi, ampie finestre e portici ombreggiati lungo il perimetro dei muri. Il dorso dei tetti è posto a scudo contro i venti spiranti da nord, così da mantenere il calore interno, mentre le finestre sono ombreggiate e protette da un originale intelaiatura decorativa con tronchi di legno sospesi, con un effetto di naturalezza ancora maggiore. Per il tetto, i designers hanno selezionato uno speciale galvalume riciclabile bianco, così da riflettere il sole estivo e ridurre le esigenze di raffreddamento.

Controllo luci automatico, termostati e solo legno di ciliegio locale.
Perfettamente isolata, la casa del lago dispone di un modello di caldaia altamente efficiente, che invece del petrolio brucia bio-combustibili, cui si affianca un sistema di grandi serbatoi in acciaio inox, installati per lo stoccaggio di gasolio e gas. Armadi, mobilio, pavimenti e soffitti sono stati tutti ricavati dal legno di ciliegio raccolto sulla proprietà, mentre il sistema elettronico Eye Lutron Graphik monitorizza l'illuminazione e spegne le luci automaticamente quando le stanze sono vuote. Il piano di cottura ad induzione della cucina e cronotermostati in ogni area della casa contribuiscono a ridurre al minimo il consumo energetico della struttura, soddisfacendo la richiesta fatta dalla proprietaria, la quale al momento dell'acquisto aveva dichiarato: “Posso vivere in una casa così grande solo sapendo che non consumerà troppa energia e non devasterà il paesaggio circostante”.

Nessuna piscina: a Lakewood House si nuota nel lago e si rema per muoversi in barca, con la sola eccezione di una moto d'acqua elettrica ricaricabile per le escursioni più impegnative.


[ Fonte: Casa & Clima ]