venerdì 22 ottobre 2010

Dalla Cina l'edificio più ecosostenibile del mondo

Il Wuhan Energy Centre, il miglior esempio di edificio ecosostenibile, viene dalla Cina.

Wuhan, una città cinese che conta oltre nove milioni abitanti, diventerà nei prossimi anni la città più sostenibile della Cina.

Intanto batte il record con l’edificio più
ecosostenibile del mondo ottenendo per primo la certificazione Building Research Establishment Environmental Assessment Method (BREEAM). Il palazzo sarà progettato dalla Grontmij, in collaborazione con gli architetti della Van Soeters Eldonk, e ospiterà un istituto di ricerca nel campo delle nuovi fonte energetiche.

La forma del progetto ricorda quello della Calla Lily, il fiore preso come fonte di ispirazione dai progettisti e sarà alto ben 140 metri. Il tetto del fiore è composto
pannelli solari per produrre energia e sarà inclinato per ottenere il migliore rendimento possibile ma anche per raccogliere l’acqua piovana.
Sarà un tetto apribile progettato per il riscaldamento e il raffreddamento dell’edificio. In questo modo la struttura godrà del riscaldamento e della ventilazione naturale grazie ad un
camino centrale che permetterà all’aria di spostarsi dall’esterno all’interno e viceversa.

All’interno dell’edificio saranno poste delle turbine eoliche verticali che produrranno energia utile ai lavori che avverranno nell’edificio.

I lavori per la costruzione del Wuhan Energy Centre inizieranno il prossimo novembre per conto della Hubei Science & Technology Investment Company.

Un edificio imponente, ma simile a un orco buono. La terrà non ne risentirà.

[ Fonte: Edilgreen ]

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venerdì 15 ottobre 2010

Casa che poggia sulla terra e costruita con la terra

Dalla collaborazione tra l'architetto Michael Ramage dell'Università di Cambridge, l'ingegnere John Ochsendorf dell'MIT di Boston e l'architetto sudafricano Peter Rich nasce "Sustainable Shells", modello abitativo sostenibile pensato per alcune delle più remote e povere aree del mondo.

L'edificio, già sperimentato in Sud Africa per la costruzione di un centro espositivo presso il National Mapungubwe Park, è stato costruito utilizzando risorse naturali. Infatti, le tegole da 20mm che ne coprono la volta sono costituire principalmente da terra pressata.

Risultato di ciò è una struttura a basso costo che comporta, oltre ad un utilizzo minimo di energia, anche l'impiego della manodopera locale.

Le tecniche utilizzate per la sua costruzione possono infatti essere insegnate a lavoratori del posto che, in seguito, potranno utilizzarle anche per la realizzazione di progetti futuri.

"Si tratta di realizzare una casa che poggia sulla terra e costruita con la terra - dichiara Michael Ramage -.

Significa, inoltre, dare ad una comunità le competenze e gli strumenti adatti a costruire i propri edifici, senza bisogno di costose importazioni.

Ma ancora più importante, la costruzione dell'edificio conferisce alla popolazione la fiducia nei propri mezzi e strumenti".

[ Fonte: Casaeclima.com ]

venerdì 8 ottobre 2010

A Chicago l'acqua si raccoglie dal tetto

Il sindaco di Chicago, Richard M.Daley, ha un obiettivo: rendere la sua città tra le più ecologiche degli Stati Uniti. Ovviamente, per riuscire a raggiungere questo traguardo, il primo cittadino ha richiesto l'aiuto di tutti gli abitanti e qualcuno sembra aver risposto positivamente.

Si tratta del farmacista Michael Yannell, il quale ha contattato lo studio di architettura Farr Associates per progettare la sua casa sostenibile. L'edificio, capace di produrre più energia di quanto ne consumi, integra al suo interno diversi sistemi altamente efficienti e molteplici tecnologie rinnovabili tanto da essere insignito dall'USGBC con il rating Leed Platinum (115,5 punti).

Impianto fv: 48 pannelli e 11.500 kWh all'anno
L'edificio è composto da due ali, collegate da un atrio centrale, al cui interno sono presenti cucina, sala da pranzo, camere, sala della musica e uffici. Per sfruttare al meglio la luce solare, il team di progettazione ha concepito un sistema fotovoltaico (48 pannelli) da 10 kW esposto in direzione est-ovest che produce 11.500 kWh all'anno.
Grazie all'ausilio di pannelli solari termici viene poi prodotta tutta l'acqua calda sanitaria necessaria; e il calore in eccesso viene travasato nel pozzo geotermico.

Tecnologie sostenibili
L'esterno è, invece, rifinito con una combinazione di cedro e fibrocemento. Presenti anche 110 grosse finestre con tripli vetri che, oltre ad illuminare l'ambiente interno, consentono un risparmio energetico di 500 kWh all'anno. La casa possiede, inoltre, un sistema idronico solare, una pompa di calore geotermica e un sistema HVAC che ridistribuisce l'aria riscaldata. Da settembre 2009, ossia 5 mesi dopo il completamento dell'edificio, la casa aveva prodotto circa 7.500 kWh di energia elettrica, ben oltre le aspettative dei progettisti.
Per quanto riguarda infine lo sfruttamento dell'acqua, quella piovana viene incanalata grazie all'uso del tetto a farfalla per alimentare il sistema di irrigazione

Un esempio per Chicago
Rispetto alle altre case del quartiere, la casa si trova decisamente in disparate. Ma era proprio questa l'intenzione die progettisti: "Non è un edificio di sfondo. Lo abbiamo costruito in disparte poiché pensiamo che le persone non si rendano ancora conto dell'opportunità data dalle case net zero energy. In questo modo l'edificio sarà più visibile. Non sono case del futuro, ma del presente".


[ Fonte: Casaeclima.com ]

venerdì 1 ottobre 2010

La "vernice fotovoltaica" sarà una svolta?

La società norvegese EnSol AS ha brevettato delle celle fotovoltaiche "spalmabili" a film sottile, basate sulla tecnologia dei nanocristalli.

Si tratto di un tipo di cella di nuova concezione realizzata tramite uno speciale materiale formato da nanoparticelle metalliche, "spalmabile" su tutte le superfici lisce e piatte.

Su scala industriale
Secondo l'azienda, le potenzialità d'uso del fotovoltaico, grazie a questo metodo d'applicazione, potrebbero aumentare in maniera esponenziale.
"Si tratta - afferma EnSol - di una nuova generazione di tecnologie per pannelli fotovoltaici che ha un enorme potenziale di sviluppo, poiché può consentire la produzione di energia su scala industriale, con bassissimi impatti ambientali e costi di produzione competitivi".

In commercio nel 2016
Obiettivo del progetto, ora in fase di sviluppo grazie anche alla collaborazione con l'Università inglese di Leicester, è quello di essere commercializzato entro il 2016. "La nostra università - ha spiegato Chris Binns, professore di nanotecnologie - è per ora l'unica al mondo a disporre delle apparecchiature adatte per la realizzazione del materiale progettato dalla EnSol".

[ Fonte Casaeclima.com ]

venerdì 17 settembre 2010

Un SI dalle "città del vino"

Sì all'eolico e al fotovoltaico, ma senza eccessi, perché se il risparmio energetico è un obiettivo importante su cui puntare per il futuro, bisogna stare attenti che questo non comporti un eccessivo ''consumo'' del territorio: i sindaci dei territori del vino concordano nella necessità di inserire nel ''Piano Regolatore delle Città del Vino'' un regolamento ad hoc perché gli impianti delle energie rinnovabili siano rispettosi del paesaggio, senza che un'installazione indiscriminata possa deturpare vigneti o colture. Dei principi ispiratori e delle buone pratiche da adottare, le Città del Vino ne parleranno riunite in ''Convention'' a Benevento e nelle Città del Vino del Sannio - Castelvenere, Torrecuso e Sant'Agata de' Goti - da domani fino al 19 settembre (info: www.cittadelvino.it).

In Italia gli impianti installati nel 2009 sono stati circa 71.300, per una produzione di oltre 1.140 megawat. ''Quello delle energie rinnovabili è un tema che interessa sempre più da vicino i territori rurali - spiega il presidente delle Città del Vino Giampaolo Pioli - ma, in un momento difficile per l'agricoltura come quello che stiamo vivendo, si corre il rischio che sostituire un vigneto con un impianto fotovoltaico o installare pale eoliche al posto di colture o vicino ad edifici di interesse storico e culturale, possa essere considerato solo una forma di reddito alternativa, senza considerare i gravi danni di immagine per il paesaggio e le pesanti ripercussioni sul turismo''.

''L'obiettivo- spiega Pioli - è quello di dare ai sindaci dei territori del vino regole e misure per la gestione urbanistica degli impianti. Siamo assolutamente favorevoli al diffondersi delle energie alternative - conclude Pioli - ma è necessario che gli strumenti urbanistici dei comuni si facciano carico di scegliere le porzioni di territorio aperto meno produttive e svantaggiate, le aree industriali o di cava dismesse''.

Di fronte alle nuove problematiche legate alle energie rinnovabili e al loro impatto sulla gestione del territorio, le Città del Vino hanno deciso di lavorare ulteriormente al loro Piano Regolatore - lo strumento urbanistico dei comuni del vino italiani, dove anche il ''territorio rurale aperto'' è oggetto di attività pianificatrice da parte dell'ente pubblico - approfondendo i problemi che l'uso indifferenziato, al di fuori della pianificazione, dei pannelli fotovoltaici, o degli impianti eolici, comportano, in termini di impatto paesaggistico, ma anche in relazione al loro smaltimento, che non sarà semplice nè poco invasivo per l'ambiente, anche quando si renderanno necessarie sostituzioni con nuovi modelli.

[ Fonte: Adnkronos.com ]

venerdì 10 settembre 2010

Casa Zero Energy

Realizzata dal Gruppo Polo Le Ville Plus insieme al Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Trento e con il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia, Casa Zero Energy è stata concepita come progetto sperimentale per l'applicazione di tecnologie innovative. Infatti la casa verrà monitorata in remoto dal Laboratorio di Progettazione Edilizia del Dipartimento di Ingegneria per analizzare il comportamento dell’edificio e delle tecnologie applicate.

Primi passi
Il progetto è partito dallo studio bioclimatico del territorio che ha determinato la migliore posizione e orientamento della casa, posizionata verso il lato nord del terreno in modo da lasciare maggior spazio a sud per il giardino e per gli spazi interni più vissuti come soggiorno e cucina. La facciata sud ha un ampia vetrata che fa entrare luce e calore in inverno ma che viene schermata durante l'estate per evitare il surriscaldamento. La facciata nord invece presenta una serie di piccole finestrature che in estate vengono utilizzate per la ventilazione notturna.

Recupero dell'acqua piovana
L'edificio, che non utilizza nessun tipo di energia proveniente da fonti fossili, è completamente autonomo e produce l'energia di cui necessita solamente da fonti alternative e non inquinanti. Inoltre, la casa è stata progettata per richiedere poca energia. Tra le tecnologie "verdi" utilizzate troviamo il recupero dell'acqua piovana, la quale viene raccolta in un'apposita vasca dotata di un sistema di filtraggio e utilizzata per gli scarichi del WC, per la lavatrice e per l'irrigazione del giardino.

Sistema costruttivo in legno
Il sistema costruttivo dell'abitazione è composto da una struttura portante di travi e pilastri in legno lamellare di grossa sezione, tagliati su misura e assemblati in cantiere mediante collegamenti ad incastro o carpenterie. Tale sistema sfrutta la flessibilità e la capacità di dissipazione di energia del legno: l’uso di collegamenti metallici con piastre e perni a scomparsa ne abbatte la fragilità, mentre la capacità elastica conferisce al sistema portante dell’edificio una buona capacità dissipativa e garantisce continuità strutturale antisismica. Le pareti sono realizzate da pannelli in legno ed elementi isolanti. Verso l’interno hanno un isolamento in fibra di legno naturale, mentre nella parte esterna sono interamente ricoperte dal rivestimento in sughero.
Per la copertura dell'edificio è stato utilizzato un tetto verde che a sud forma un giardino sospeso, mentre per la parte esposta a nord sono state scelte piante verdi meno bisognose di sole e a crescita lenta.

Sistema domotico
All'interno della casa è stato installato il sistema demotico “Home Sapiens” sviluppato da BPT, che, dopo aver percepito le variazioni di luminosità, temperatura, umidità, ecc., si attiva autonomamente regolando riscaldamento, climatizzazione e apertura e chiusura degli infissi. Sul tetto è posizionata una centralina di captamento meteorologico che invia i dati direttamente al centro di controllo della casa che è in grado di autogovernarsi in base alle condizioni atmosferiche ed alla programmazione scelta.

Tecnologie
Per quanto riguarda infine le tecnologie impiegate, nell'edificio è stato montato un impianto di collettori solari collocato sulla falda piana del tetto, esposta a sud. L'intero impianto è costituito da pannelli solari termici che, essendo posti sotto i pannelli fotovoltaici, sfruttano il surriscaldamento di questi ultimi per trasferire calore ad una serpentina in rame, che a sua volta, riscalda il fluido che scorre al loro interno. Infine è presente un sistema a pannelli radianti, utilizzato per soddisfare la necessità di raffrescamento e riscaldamento.




[ Fonte: Casaeclima.com ]

Questa soluzione è ecologica e il suo costo non è proibitivo, non c'è bisogno di vincere ai giochi del casinò online!

venerdì 3 settembre 2010

Acqua di mare per l'aria condizionata

A Waikiki (Hawaii) si sta progettando un sistema di condizionamento degli hotels che sfrutta le acque profonde, e fredde, al largo dell'isola.

I proprietari di un hotel a Waikiki stanno pensando di utilizzare l'acqua fredda del mare per produrre aria condizionata nel loro edificio, riducendo sensibilmente le spese per l'elettricità. Il progetto, guidato da Kyo-ya Hotels & Resorts, è nelle fasi di pianificazione, e le persone interessate sottolineano i molti ostacoli che devono ancora essere risolti prima che il progetto diventi realtà.
Ci sono comunque una serie di elementi favorevoli, tra cui l'alta concentrazione di clienti della zona, e quindi di fondi economici, e la possibilità di utilizzare il canale di Ala Wai come un comodo accesso all'oceano per il tubo di aspirazione.Inoltre, i progettisti potrebbero usare gli insegnamenti tratti di un progetto molto più ampio che si propone di utilizzare l'acqua del mare per fornire aria condizionata nel centro di Honolulu.

Gli sviluppatori del progetto sperano di chiudere la fase finale di finanziamento entro un mese o due e iniziare a scavare nove mesi dopo. Kyo-ya, proprietario del Waikiki Royal Hawaiian, ha iniziato a studiare tecnologie alternative per l'aria condizionata diversi anni fa, e inizialmente, ha preso in considerazione la perforazione a terra su una delle sue proprietà per estrarre acqua fredda. Solo in seguito è passato all'idea di attingere l'acqua al largo in acque profonde che potrebbero essere utilizzate per raffreddare la zona.

Utilizzare l'acqua di mare potrebbe comportare infatti rilevanti risparmi sui costi dell'energia elettrica per gli albergatori, che potrebbero potenzialmente risparmiare fino al 20% sulla bolletta.Kyo-ya sta lavorando al progetto con l'Università Hawaii Sea Grant, che recentemente ha ricevuto 200.000 dollari di finanziamento federale per studiare la possibilità di utilizzare l'acqua di mare per l'aria condizionata.

L'obiettivo finale è di raccogliere altri 800 mila dollari in fondi integrativi federali e privati per il progetto.
Il sistema di Waikiki pompa le acque gelide a una profondità di circa 1.800 metri attraverso uno scambiatore di calore che a sua volta è utilizzato per la refrigerazione a circuito chiuso dell'acqua dolce.
L'acqua di mare in uscita dallo scambiatore di calore, che sarebbe leggermente più calda dell'acqua in entrata, potrebbe essere scaricata nel canale di Ala Wai per contribuire a creare un migliore flusso naturale.

[ Articolo tratto da Casaeclima.com ]

venerdì 16 luglio 2010

Il giardino verticale

Pannelli verdi modulari con sistema d'irrigazione idroponica.

Adatto sia per interni che per esterni, il giardino verticale Fytowall by Fytogreen consiste in una serie di pannelli modulari contenenti un substrato di crescita inerte in cui coltivare diverse varietà di piante.

Un sistema integrato d'irrigazione idroponica, utilizzabile su qualsiasi superficie verticale (muri, recinzioni, balconi etc.), supporta i pannelli che, al momento dell'installazione, vengono forniti già pre-coltivati in serra. Essendo modulare, il sistema è disponibile in qualsiasi dimensione e i pannelli sono tra loro anche interscambiabili. La dimensioni standard è di 100x49x14 cm.

Diversi i vantaggi ottenibili dalla sua applicazione oltre al fattore puramente estetico. Tra questi i più importanti sono la riduzione del rumore e dei carichi di raffreddamento.

[ Fonte Casaeclima.com ]

venerdì 9 luglio 2010

Ricostruire l'Aquila con l'ecosostenibilità

Approvato un regolamento per la ricostruzione della città attraverso l’ edilizia sostenibile e l’ efficienza energetica.

L’ Aquila ancora ferita dal terremoto del 6 aprile 2009 vuole ricostruirsi puntando sull’ edilizia sostenibile e sul
risparmio energetico.

La Giunta comunale ha approvato un regolamento – già trasmesso al Consiglio comunale per l’ approvazione definitiva – in cui vengono introdotti una serie di parametri finalizzati all’ ottenimento della certificazione energetica per gli edifici.
”Nella fase attuale – ha dichiarato l’ assessore all’ Ambiente Alfredo Moroni – in cui deve partire la ricostruzione della città e la ristrutturazione soprattutto degli edifici in categoria E, questo provvedimento è fondamentale perché rappresenta un moderno strumento di pianificazione del territorio comunale e riveste pertanto un’ importanza strategica, ponendosi inoltre, coerentemente con il programma di mandato del sindaco, in una logica di modernità e di adeguamento alle normative europee, nazionali e regionali”.

Punteggi e incentivi
Il regolamento riguarda quattro ambiti di interesse
: prestazioni dell’ edificio in termini di orientamento, isolamento termico, materiali ecosostenibili e fabbisogno
energetico; efficienza energetica degli impianti termici, di climatizzazione ed elettrici; fonti energetiche rinnovabili, con particolare riferimento a produzione di acqua calda e di energia elettrica; sostenibilità ambientale, con l’ utilizzo di acqua potabile e il recupero di acque piovane.
A ciascuno di questi ambiti è collegato un punteggio finalizzato ad un indice di premialità. Ottenendo il massimo del punteggio si potrà aumentare la superficie calpestabile fino al 10% della cubatura, con un contestuale abbattimento del contributo di concessione, ossia degli eventuali oneri a carico del proprietario.

Puntiamo ad una ricostruzione con standard moderni, allineati all’ attuale quadro normativo in materia di ambiente e di
risparmio energetico - ha dichiarato ancora Moroni - e in linea anche con la carta della ricostruzione della città dell’ Aquila, che venne presentata dal sindaco Cialente in occasione della conferenza Onu a Copenaghen, e con quanto deliberato nell’ autunno scorso dal Consiglio comunale.
Sarà necessario – ha aggiunto l’ assessore – uno sforzo progettuale da parte dei tecnici incaricati, delle imprese che dovranno realizzare questi sistemi innovativi e degli stessi proprietari di immobili, che avranno il duplice vantaggio di diminuire i consumi e di poter ottenere un premio di cubatura, fornendo allo stesso tempo un contributo fondamentale alla tutela dell’ ambiente”.

Consultazioni con le categorie interessate
Moroni ha anche annunciato che, prima di sottoporre il provvedimento al
Consiglio comunale per la definitiva approvazione, promuoverà una serie di incontri pubblici con tutte le categorie interessate, anche per recepire utili suggerimenti in materia.

[ Fonte: Casaeclima - Tratto da Mondocasablog.com ]