venerdì 26 novembre 2010

Ripaghiamoci la "casa ecologica"

Acquistare una nuova abitazione realizzata secondo i canoni della sostenibilità ambientale e dell’efficienza energetica costa ancora qualcosa in più rispetto all’utilizzo di tecniche tradizionali, ma il surplus può essere abbattuto nel giro di pochi anni, se a questo si aggiunge un utilizzo prudente dell’immobile.

“Lo scenario attuale è molto diverso da quanto si potesse immaginare solo qualche anno fa”, riflette Carmine Prinzo, responsabile area tecnica di La Ducale (società di sviluppo immobiliare del gruppo Tecnocasa), che sta curando Habitaria (foto in alto), intervento immobiliare residenziale in classe A ubicato a Paullo, nella zona est di Milano.

I passi in avanti compiuti sulle tecnologie per i materiali consentono di realizzare edifici a elevata efficienza energetica e con l’impiego di prodotti in buona parte naturali a un prezzo che oscilla dal +12% (per la classe B ovvero consumi energetici compresi tra i 30 e i 50 kWh per metro quadro all’anno) al +18% (classe A, vale a dire meno di 30 kWh annui al metro quadro ) rispetto a una costruzione realizzata con le tecniche tradizionali”.
Un gap di prezzo pressoché dimezzato rispetto a quanto rilevato sul mercato solo tre o quattro anni fa. “Per altro questo prezzo aggiuntivo è in buona parte dovuto a una maggiore cura delle rifiniture nella scelta degli elementi cruciali per i consumi domestici”, aggiunge Prinzo. A cominciare dall’installazione di pompe di calore geotermica, che ricava l’energia necessaria per il riscaldamento attraverso l’acqua di falda o il terreno, oltre che dalla presenza di pannelli fotovoltaici sui tetti dell’edificio. “Due interventi che permettono di azzerare i costi condominiali”, spiega il manager di La Ducale.

Il resto lo possono fare l’adozione di tecnologie solari attive (come i collettori solari) o passive (masse di accumulo e gestione dei moti convettivi dell’aria), oltre che la realizzazione di sistemi domotici all’interno degli appartamenti e l’impiego di materiali, vernici e rivestimenti a basso impatto inquinante. “Le variabili in gioco, dalle abitudini familiari all’ubicazione dell’abitazione rendono difficile effettuare stime sul ritorno dell’investimento necessario per abitare in una casa eco-sostenibile e ad alta efficienza energetica”, aggiunge, “ma a spanne la tempistica può oscillare dai tre ai sette anni”.

Senza dimenticare l’impatto che una scelta di questo tipo ha sull’ambiente nel suo complesso: oggi il 31% dell’energia elettrica e il 44% di quella termica (combustibili) viene utilizzata in ambito residenziale. Buona parte di queste fonti energetica è destinata alla climatizzazione dei locali (riscaldamento invernale e raffrescamento estivo), con una quota rilevante rappresentata dagli elettrodomestici. E, soprattutto, con una tendenza di questa componete a crescere, alla luce di dispositivi sempre nuovi lanciati sul mercato.

Gabetti, che sta ultimando il suo primo complesso residenziale in classe A nei pressi di Murta Maria (Olbia), ha messo a punto per Tekneco una simulazione dei costi di costruzione che aiuta ad avere un quadro più chiaro della situazione. “L’acquisto dell’area edificabile non presenta differenze”, spiega Massimiliano Miceli, direttore generale di La Gaiana, società di Gabetti che sta realizzando il progetto, “e lo stesso vale per la progettazione. Si possono stimare 200 euro in più al metro quadro in fase di costruzione, che nel complesso costituiscono il 5% del totale o poco più”. Quanto il maggior aggravio per i costruttori si traduca in un maggior costo per i consumatori è, però, difficile dirlo: “Nelle condizioni attuali di mercato la vera discriminante è la possibilità o meno di vendere un immobile in tempi ragionevoli (tre o quattro mesi): obiettivo a portata di mano solo se si costruisce secondo criteri di efficienza energetica”. Una situazione che in alcuni casi spinge i costruttori a vendere le abitazioni di classe più elevata persino allo stesso costo delle tradizionali: “Questo perché la società immobiliare trasferisce sul consumatore finale il risparmio ottenuto sul fronte degli oneri finanziari”, conclude.

[ Fonte: Tekneco.it - Articolo di Luigi Dell'Olio ]

lunedì 22 novembre 2010

Integrazione fotovoltaico in architettura: THE WINNER IS...

Alla sua prima edizione, si è svolta al MAXXI la cerimonia di premiazione del concorso “Tecnologie solari e qualità del progetto: l’integrazione del fotovoltaico in architettura”.

Ad aggiudicarsi il primo posto una struttura ricettiva a San Martino in Badia.

Medaglia d'argento per un'abitazione privata a Pordenone, mentre è arrivata terzultima la Cittadella delle imprese, sede della Camera di Commercio di Taranto.

I tre progetti vincitori sono stati riconosciuti come tali, dopo un'attenta valutazione della Giuria, composta da esponenti degli Enti promotori, sotto presidenza di un docente universitario esperto del settore.

Valutati in base alla qualità complessiva dell’integrazione architettonica e alle modalità di installazione del FV, i tre vincitori sono stati premiati con un rimborso in denaro.

L'auspicio è che questa iniziativa stimoli la ricerca progettuale, promuovendo impianti fotovoltaici inseriti armonicamente nello spazio urbano e paesaggistico.

Promosso dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e dalla Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte Contemporanee (PABAAC) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il premio si è svolto nell’ambito di un convegno a tema.

In tale occasione è stato annunciato, infine, il prossimo lancio di un Concorso di idee 2011 per la progettazione e la successiva produzione di nuovi componenti integrati.


[ Fonte: CasaeClima.com ]

venerdì 12 novembre 2010

La bioarchitettura e le "case attive"

In rapporto allo studio della relazione ambiente-uomo, la bioarchitettura – per qualche tempo – è stata un ottimo candidato per assolvere questo compito.

Purtroppo ora è quasi sempre banalizzata e ridotta al mero
risparmio energetico, dimenticandosi che l’obiettivo primario della progettazione è creare il benessere abitativo. Materiali ecocompatibili, risparmio energetico, sostenibilità… sono tutte esigenze importanti che però non dovrebbero far deviare dall’obiettivo primario del progettista: il benessere abitativo dei fruitori.

Esigenze… di chi?!
Spesso queste esigenze sono imposte per venire incontro a necessità sociali, economiche e culturali in primo luogo, e (forse) ambientali in secondo luogo, ma in prima battuta non hanno molto a che vedere con il benessere abitativo. L’obiettivo di una corretta progettazione dovrebbe essere il massimo benessere e la massima fruibilità ambientale degli occupanti, non realizzare una ‘casa passiva’ o sistemare in qualche modo i
pannelli solari. Si confonde il mezzo con il fine… arrivando al paradosso.

Si pensi che in certe zone d’Italia (tra cui alcune dichiarate patrimonio dell’umanità) esistono regole molto restrittive per la scelta di materiali e forme da utilizzare nelle costruzioni/ristrutturazioni, creando a volte difficoltà ai privati. Questo per preservare lo stile costruttivo locale e per rispettare i vincoli paesaggistici. Ma in queste stesse zone vengono autorizzate enormi installazioni di pannelli solari. Forse che questi non hanno un impatto ambientale o paesaggistico? E forse qualcuno pensa che non abbiano un’influenza sulle persone che vivono nei paraggi?!

Ancora una volta l’occidente dimostra un carattere schizofrenico. Per decenni nessuno – in primo luogo chi se ne doveva occupare – si è mai curato del paesaggio, del risparmio energetico e della progettazione ecocompatibile, mentre parecchie autorevoli voci si sono alzate per fare notare l’errore, rimanendo inascoltate.
Ora siamo arrivati all’opposto: l’imperativo categorico del risparmio energetico a ogni costo, mancando ancora una volta l’obiettivo. Il reale compito del progettista è quello di progettare una casa per gli uomini, dove essi possano vivere in pienezza e soddisfazione.

La stessa idea di ‘casa passiva’ è una contraddizione in termini, perché se la casa è un essere vivente… nessun essere vivente è ‘passivo‘! Tra l’altro questa idea contraddice le basi stesse della bioarchitettura, ove la casa è concepita appunto come organismo vivente composto di più ‘pelli’… un organismo che deve respirare!

Ma tant’è… noi riteniamo che l’accento vada posto su ben altri fattori, e per fare questo riteniamo importante prima di tutto capire che cosa è una casa, perché è costruita in un certo modo e come funziona. E in questo compito ci può aiutare la serie di articoli firmati da Marzia Mazzi, che pubblicheremo a partire da oggi. Buona lettura quindi!

[ Fonte: Mondocasablog.com ]

mercoledì 3 novembre 2010

Meet a piece of green from Milan



Verger ospita e inaugura Giovedì 4 Novembre, dalle 18.30 alle 22.00

"MEET A PIECE OF GREEN FROM MILAN"
A cura di Daniele Belleri ed Elena Comincioli con il supporto di AT Casa

Un'installazione racconterà e farà scoprire il valore nascosto delle piante spontanee, farle vedere con occhi diversi, raccontando le energie positive che ne derivano per poi inventare nuovi spazi verdi pubblici per la città.

Vi aspettiamo per scoprire questo nuovo progetto con la ricetta della serata: il risotto all’ortica.

Verger - Via Varese, 1 - Milano
Press contact e info: press@p-s.it

venerdì 29 ottobre 2010

Prima casa passiva in legno in Lombardia

E' stata inaugurata il 18 ottobre, in provincia di Varese, un esempio di quella che sarà l’abitazione del futuro: in legno, termicamente e acusticamente isolata.

Progettata e costruita da BLM Domus, Divisione del Gruppo Bevilacqua, la nuova casa passiva in legno di Fagnano Olona verrà a breve certificata dall’agenzia Casaclima e dal Passivhaus Institut di Darmstadt. La struttura, che sfiora il pareggio del bilancio termico, ha conseguito lo standard CasaClima della classe Oro PLUS.

Struttura della casa passiva
Perfettamente isolata dal punto di vista termico e acustico, la casa passiva di Fagnano Olona si sviluppa su tre piani (giorno, notte e interrato), occupando una superficie di 600 mq di cui 375 mq abitabili. All’esterno, un ampio giardino con patio in legno e piscina sono stai realizzati in sinergia con AB Style, altra divisio­ne del Gruppo Bevilacqua.
Sul tetto, niente tegole, ma un tetto verde adornato con piante grasse. Ad eccezione del cavedio perimetrale e della platea di fondazione in muratura, l’abitazione è completamente costruita in legno, un materiale resistente, versatile, eco-compatibile e dotato di proprietà antisismiche.
La casa sfrutta al massimo le fonti naturali di energia come, ad esempio, il calore passivo derivante dagli elettrodomestici in funzione, dagli occupanti e dai raggi del sole che penetrano attraverso le grandi finestre disposte a sud. A supporto di queste fonti spontanee, si è proceduto, poi, all'installazione di un impianto fotovol­taico da 10 kW per la produzione di energia elettrica e pannelli solari per l’acqua calda sanitaria. Un sistema grazie al quale l’abitazione consegue un bilancio negativo nella generazione di anidride carbonica, trattenendo una maggiore quantità di CO2 rispetto a quella prodotta.Un impianto geotermico verticale aiuta la pompa di calore a riscaldare la casa nei mesi invernali, raffrescando l’abitazione a costo zero (freecooling) nel periodo estivo.

Comfort abitativo e rispetto dell'ambiente
Energie rinnovabili, ma non solo. La casa di Falagno Olona è stata, infatti, concepita anche nell'ottica di farne una struttura abitabile e accogliente. I solai, appoggiati su dissipatori acustici, evitano la propagazione di rumore da calpestio. Inoltre, tutti gli impianti elettrici e termici convergono in un unico locale tecnico situato nel piano interrato accanto al garage e alla taverna.I consumi della prima casa passiva lombarda sono quantificabili in 0,8 - 1 litri di gasolio al mq a fronte dei circa 7 - 10 litri al mq di una casa tradizionale. Un rispar­mio considerevole che si traduce in un importante vantaggio economico per le fami­glie sempre più attente ai consumi, oltre che al benessere e al piacere dell’abitare.

Scheda tecnica
Per il progetto si è ricorso all'utilizzo di evolute metodologie di design e costruzione, applicando tecnologie all’avanguardia per lo sfruttamento delle fonti rinnovabili di energia. L’edi­ficio è dotato di:-Impianto fotovoltaico da 10 kW in silicio policristallino e pannelli solari Suntech IDM. L’impianto FV è installato sul tetto dove è stato ricreato un caratteristico giardino pensile.-Impianto geotermico con due sonde verticali di 80 m, ciascuna utilizzata per il raffrescamento a pavimenti -freecooling- nel periodo estivo e con pompa di calore durante l’inverno. - Struttura portante a telaio (20 cm) con isolante in fibra di canapa. Il telaio è coperto all’esterno da un assito in abete maschiato e all’interno da pannelli di tipo OSB le cui giunte sono sigillate per garantire la tenuta all’aria.- Cappotto in fibra di legno (dai 12 ai 24 cm) con densità di 240 Kg/mq.- Solai di tipo Brettstapel costituiti da tavole (24-20 cm) impilate e giuntate meccanicamente. Sotto ogni tramezza sono stati inseriti dissipatori acustici che evitano la propagazione del rumore da calpestio.- Serramenti in legno con montante da 110 mm Variotec con inserto in PUR per migliorare le prestazioni del telaio e triplo vetro a doppia camera contenente gas argon.- Sistema di ventilazione meccanica dell’edifico per mezzo di macchinaventilante Zendher con relative bocchette di mandata ed espulsione.- Tetto verde. Un’area vegetale che assicura condizioni termo climatiche regolari, favorendo anche l’efficienza dei pannelli FV. In grado di trattenere le polveri sottili, il tetto fornisce anche un appoggio alla fauna durante le migrazioni.- Locale tecnico situato nel piano interrato dove convergono tutti gli impianti elettrici e termici: accumulo di 1.000 litri per l’acqua calda sanitaria, pompa di calore, sistema di ventilazione meccanica.

Cos'è la casa passiva?
Con questa definizione, si intende una soluzione abitativa, di concezione originaria tedesca, in grado di garantire il benessere termico senza ricorrere a impianti di riscaldamento e condizionamen­to convenzionali. Grazie ad un elevato isolamento dell’involucro, abbinato ad un sistema di ventilazione meccanica, permette di mantenere la temperatura ideale al proprio interno. Il suo bilancio energetico è quasi in pareggio in quanto la somma degli appor­ti passivi di calore, dovuti all’irraggiamento solare e al calore generato dagli elettrodomestici in funzione e dagli inquilini stessi, sono quasi sufficienti a com­pensare le perdite dell’involucro durante la stagione fredda. L’energia necessaria a pareggiare il bilancio termico dell’edificio è prodotta mediante sistemi non convenzionali come impianti fotovoltaici e geotermici.
Il Passivhaus Institut di Darmstadt, l’ente certificatore tedesco di case passive, considera una costruzione “passiva” solo quando soddisfa i seguenti requisiti:
• Fabbisogno energetico utile richiesto per il riscaldamento ≤ 15 Kwh (m2 a).
• Fabbisogno energetico utile richiesto per il raffrescamento ≤ 15 Kwh (m2 a).
• Carico termico invernale ≤ 10 W/ m2.
• Carico termico estivo ≤ 10 W/ m2.
• Tenuta all’aria n50 ≤ 0,6/h
• Fabbisogno primario di energia ≤ 120 kWh (m²a).

La casa passiva di Fagnano Olona rispetta questi standard, assicurano i costruttori del gruppo Bevilacqua, specializzati nella progettazione e realizzazione di strutture in legno, con un occhio di riguardo all'eco-sostenibilità dell'abitato.


[ Fonte: Casaeclima.com ]

venerdì 22 ottobre 2010

Dalla Cina l'edificio più ecosostenibile del mondo

Il Wuhan Energy Centre, il miglior esempio di edificio ecosostenibile, viene dalla Cina.

Wuhan, una città cinese che conta oltre nove milioni abitanti, diventerà nei prossimi anni la città più sostenibile della Cina.

Intanto batte il record con l’edificio più
ecosostenibile del mondo ottenendo per primo la certificazione Building Research Establishment Environmental Assessment Method (BREEAM). Il palazzo sarà progettato dalla Grontmij, in collaborazione con gli architetti della Van Soeters Eldonk, e ospiterà un istituto di ricerca nel campo delle nuovi fonte energetiche.

La forma del progetto ricorda quello della Calla Lily, il fiore preso come fonte di ispirazione dai progettisti e sarà alto ben 140 metri. Il tetto del fiore è composto
pannelli solari per produrre energia e sarà inclinato per ottenere il migliore rendimento possibile ma anche per raccogliere l’acqua piovana.
Sarà un tetto apribile progettato per il riscaldamento e il raffreddamento dell’edificio. In questo modo la struttura godrà del riscaldamento e della ventilazione naturale grazie ad un
camino centrale che permetterà all’aria di spostarsi dall’esterno all’interno e viceversa.

All’interno dell’edificio saranno poste delle turbine eoliche verticali che produrranno energia utile ai lavori che avverranno nell’edificio.

I lavori per la costruzione del Wuhan Energy Centre inizieranno il prossimo novembre per conto della Hubei Science & Technology Investment Company.

Un edificio imponente, ma simile a un orco buono. La terrà non ne risentirà.

[ Fonte: Edilgreen ]

Approfittiamo di questo spazio per salutare i nostri amici del miglior casinò on line!

venerdì 15 ottobre 2010

Casa che poggia sulla terra e costruita con la terra

Dalla collaborazione tra l'architetto Michael Ramage dell'Università di Cambridge, l'ingegnere John Ochsendorf dell'MIT di Boston e l'architetto sudafricano Peter Rich nasce "Sustainable Shells", modello abitativo sostenibile pensato per alcune delle più remote e povere aree del mondo.

L'edificio, già sperimentato in Sud Africa per la costruzione di un centro espositivo presso il National Mapungubwe Park, è stato costruito utilizzando risorse naturali. Infatti, le tegole da 20mm che ne coprono la volta sono costituire principalmente da terra pressata.

Risultato di ciò è una struttura a basso costo che comporta, oltre ad un utilizzo minimo di energia, anche l'impiego della manodopera locale.

Le tecniche utilizzate per la sua costruzione possono infatti essere insegnate a lavoratori del posto che, in seguito, potranno utilizzarle anche per la realizzazione di progetti futuri.

"Si tratta di realizzare una casa che poggia sulla terra e costruita con la terra - dichiara Michael Ramage -.

Significa, inoltre, dare ad una comunità le competenze e gli strumenti adatti a costruire i propri edifici, senza bisogno di costose importazioni.

Ma ancora più importante, la costruzione dell'edificio conferisce alla popolazione la fiducia nei propri mezzi e strumenti".

[ Fonte: Casaeclima.com ]

venerdì 8 ottobre 2010

A Chicago l'acqua si raccoglie dal tetto

Il sindaco di Chicago, Richard M.Daley, ha un obiettivo: rendere la sua città tra le più ecologiche degli Stati Uniti. Ovviamente, per riuscire a raggiungere questo traguardo, il primo cittadino ha richiesto l'aiuto di tutti gli abitanti e qualcuno sembra aver risposto positivamente.

Si tratta del farmacista Michael Yannell, il quale ha contattato lo studio di architettura Farr Associates per progettare la sua casa sostenibile. L'edificio, capace di produrre più energia di quanto ne consumi, integra al suo interno diversi sistemi altamente efficienti e molteplici tecnologie rinnovabili tanto da essere insignito dall'USGBC con il rating Leed Platinum (115,5 punti).

Impianto fv: 48 pannelli e 11.500 kWh all'anno
L'edificio è composto da due ali, collegate da un atrio centrale, al cui interno sono presenti cucina, sala da pranzo, camere, sala della musica e uffici. Per sfruttare al meglio la luce solare, il team di progettazione ha concepito un sistema fotovoltaico (48 pannelli) da 10 kW esposto in direzione est-ovest che produce 11.500 kWh all'anno.
Grazie all'ausilio di pannelli solari termici viene poi prodotta tutta l'acqua calda sanitaria necessaria; e il calore in eccesso viene travasato nel pozzo geotermico.

Tecnologie sostenibili
L'esterno è, invece, rifinito con una combinazione di cedro e fibrocemento. Presenti anche 110 grosse finestre con tripli vetri che, oltre ad illuminare l'ambiente interno, consentono un risparmio energetico di 500 kWh all'anno. La casa possiede, inoltre, un sistema idronico solare, una pompa di calore geotermica e un sistema HVAC che ridistribuisce l'aria riscaldata. Da settembre 2009, ossia 5 mesi dopo il completamento dell'edificio, la casa aveva prodotto circa 7.500 kWh di energia elettrica, ben oltre le aspettative dei progettisti.
Per quanto riguarda infine lo sfruttamento dell'acqua, quella piovana viene incanalata grazie all'uso del tetto a farfalla per alimentare il sistema di irrigazione

Un esempio per Chicago
Rispetto alle altre case del quartiere, la casa si trova decisamente in disparate. Ma era proprio questa l'intenzione die progettisti: "Non è un edificio di sfondo. Lo abbiamo costruito in disparte poiché pensiamo che le persone non si rendano ancora conto dell'opportunità data dalle case net zero energy. In questo modo l'edificio sarà più visibile. Non sono case del futuro, ma del presente".


[ Fonte: Casaeclima.com ]

venerdì 1 ottobre 2010

La "vernice fotovoltaica" sarà una svolta?

La società norvegese EnSol AS ha brevettato delle celle fotovoltaiche "spalmabili" a film sottile, basate sulla tecnologia dei nanocristalli.

Si tratto di un tipo di cella di nuova concezione realizzata tramite uno speciale materiale formato da nanoparticelle metalliche, "spalmabile" su tutte le superfici lisce e piatte.

Su scala industriale
Secondo l'azienda, le potenzialità d'uso del fotovoltaico, grazie a questo metodo d'applicazione, potrebbero aumentare in maniera esponenziale.
"Si tratta - afferma EnSol - di una nuova generazione di tecnologie per pannelli fotovoltaici che ha un enorme potenziale di sviluppo, poiché può consentire la produzione di energia su scala industriale, con bassissimi impatti ambientali e costi di produzione competitivi".

In commercio nel 2016
Obiettivo del progetto, ora in fase di sviluppo grazie anche alla collaborazione con l'Università inglese di Leicester, è quello di essere commercializzato entro il 2016. "La nostra università - ha spiegato Chris Binns, professore di nanotecnologie - è per ora l'unica al mondo a disporre delle apparecchiature adatte per la realizzazione del materiale progettato dalla EnSol".

[ Fonte Casaeclima.com ]

venerdì 17 settembre 2010

Un SI dalle "città del vino"

Sì all'eolico e al fotovoltaico, ma senza eccessi, perché se il risparmio energetico è un obiettivo importante su cui puntare per il futuro, bisogna stare attenti che questo non comporti un eccessivo ''consumo'' del territorio: i sindaci dei territori del vino concordano nella necessità di inserire nel ''Piano Regolatore delle Città del Vino'' un regolamento ad hoc perché gli impianti delle energie rinnovabili siano rispettosi del paesaggio, senza che un'installazione indiscriminata possa deturpare vigneti o colture. Dei principi ispiratori e delle buone pratiche da adottare, le Città del Vino ne parleranno riunite in ''Convention'' a Benevento e nelle Città del Vino del Sannio - Castelvenere, Torrecuso e Sant'Agata de' Goti - da domani fino al 19 settembre (info: www.cittadelvino.it).

In Italia gli impianti installati nel 2009 sono stati circa 71.300, per una produzione di oltre 1.140 megawat. ''Quello delle energie rinnovabili è un tema che interessa sempre più da vicino i territori rurali - spiega il presidente delle Città del Vino Giampaolo Pioli - ma, in un momento difficile per l'agricoltura come quello che stiamo vivendo, si corre il rischio che sostituire un vigneto con un impianto fotovoltaico o installare pale eoliche al posto di colture o vicino ad edifici di interesse storico e culturale, possa essere considerato solo una forma di reddito alternativa, senza considerare i gravi danni di immagine per il paesaggio e le pesanti ripercussioni sul turismo''.

''L'obiettivo- spiega Pioli - è quello di dare ai sindaci dei territori del vino regole e misure per la gestione urbanistica degli impianti. Siamo assolutamente favorevoli al diffondersi delle energie alternative - conclude Pioli - ma è necessario che gli strumenti urbanistici dei comuni si facciano carico di scegliere le porzioni di territorio aperto meno produttive e svantaggiate, le aree industriali o di cava dismesse''.

Di fronte alle nuove problematiche legate alle energie rinnovabili e al loro impatto sulla gestione del territorio, le Città del Vino hanno deciso di lavorare ulteriormente al loro Piano Regolatore - lo strumento urbanistico dei comuni del vino italiani, dove anche il ''territorio rurale aperto'' è oggetto di attività pianificatrice da parte dell'ente pubblico - approfondendo i problemi che l'uso indifferenziato, al di fuori della pianificazione, dei pannelli fotovoltaici, o degli impianti eolici, comportano, in termini di impatto paesaggistico, ma anche in relazione al loro smaltimento, che non sarà semplice nè poco invasivo per l'ambiente, anche quando si renderanno necessarie sostituzioni con nuovi modelli.

[ Fonte: Adnkronos.com ]