giovedì 24 novembre 2016

Come sarà la città ideale?

Otto fiere per disegnare il nuovo modo di vivere insieme e dove Parigi e Milano si assomiglieranno sempre di più.

Rispettosa dell’ambiente, dotata di edifici d’avanguardia e ricca di stimoli culturali. Ma anche – e, forse, soprattutto – dotata di sistemi di mobilità efficienti e sostenibili. Queste le caratteristiche che dovrebbe possedere la città ideale e di cui si è discusso mercoledì 26 ottobre presso Palazzo Lombardia di Milano, durante una conferenza organizzata da Paris Region Entreprises et Promosalon.
Tenuto conto del luogo e dei relatori italo francesi, il confronto non poteva essere che tra Parigi e Milano. Mentre la prima è la più grande megalopoli europea, la sfida della Grande Milano è quella di essere sempre più competitiva con le altre realtà europee, per attrarre aziende e giovani, promuovendo uno sviluppo sostenibile e intelligente del territorio.

COSTRUIRE LA SMART CITY
Secondo Catherine ROUSSELOT del Mondial du Batiment:
"La costruzione di una città ideale inizia dai suoi edifici. Una città è smart se i suoi edifici sono intelligenti e sostenibili, in grado di assicurare una buona qualità di vita ai residenti e confort di utilizzo ad abitanti e fruitori."

Per il Carrefour International du Bois, rappresentato da Cécile TOURET:
"Il legno è una risorsa naturale e rinnovabile, assorbe CO2 e produce ossigeno. Esso è fonte di ispirazione per architetti e progettisti, capace di far convivere natura e urbanizzazione. L’utilizzo del legno nell’edilizia si sta velocemente diffondendo in Francia e in tutta Europa per costruire fin da oggi la nostra città ideale."

Isabelle ALFANO, Direttrice del polo Costruzione presso Comexposium e Direttrice di Intermat, ha ricordato le principali sfide delle più recenti evoluzioni della attrezzature urbane per l’edilizia con un’attenzione particolare all’ambiente e alla valorizzazione dei materiali. Costruire senza distruggere è un obiettivo per le imprese di costruzione che visitano Intermat: nuove tecnologie e soluzioni innovative consentono di minimizzare l’impatto dei cantieri in città, soprattutto a livello sonoro.

IL TRASPORTO E LA MOBILITA’ URBANA
Per costruire una città sostenibile e smart ovviamente non può essere dimenticata la mobilità urbana intelligente, considerata una delle principali sfide se si calcola l’incredibile crescita a medio termine della popolazione urbana nel mondo. La progettazione di veicoli adatti alle necessità di trasporto di persone e alla movimentazione di merci si affianca a riflessioni sulla gestione del loro ciclo di vita.

Sophie CASTAGNE, Direttore del salone Transports Publics, dichiara che:
"I mezzi di trasporto condivisi rappresentano, con l’utilizzo della bici, una delle migliori soluzioni per spostarsi in città con un basso impatto ambientale. Grazie al digitale, i trasporti collettivi sono sempre più in linea con le necessità degli utenti e sempre più interconnessi con gli altri sistemi di trasporto."

David PUECH, del salone SITL, ha sottolineato che:
"Lo sviluppo degli oggetti connessi ha un impatto considerevole sulla supply chain. Essi consentiranno di sviluppare in tempo reale una visibilità dei flussi e una tracciabilità costante delle merci, permetteranno di pilotare la catena logistica molto vicino alla realtà operativa, di sviluppare l’interoperabilità degli oggetti sull’insieme della Supply Chain o ancora di ridurre l’impatto ambientale del trasporto. Il modello economico sta cambiando e passa da un modello orientato al prodotto a un modello orientato al servizio".



NUOVE SOLUZIONI PER UNA CITTA’ SOSTENIBILE

Per Stéphanie GAY-TORRENTE, Direttrice dei saloni Pollutec e World Efficiency, la città ideale deve rispondere già da oggi alle aspettative dei suoi abitanti. Le amministrazioni pubbliche devono avere un approccio pragmatico per poter mettere in atto durante il loro mandato (spesso di 5 anni) soluzioni operative in materia di urbanistica, ingegneria, eco-costruzione, efficacia energetica, eco-industrie, servizi urbani e mobilità.

[ Fonte: www.casaeclima.com ]

giovedì 3 novembre 2016

La sicurezza antisismica delle case in legno


L’attenzione di privati, tecnici e imprenditori verso le costruzioni in legno è cresciuta significativamente negli ultimi anni (la quota di mercato delle costruzioni è passata dal 6% del 2012 al 15% del 2015. Fonte Il Sole 24 Ore), e sono in molti ad essersi finalmente convinti che le case in legno siano sinonimo di benessere, sicurezza, durata, personalizzazione. 
Abbiamo deciso di dare voce a chi in una casa in legno ci vive, per sapere cosa ne pensa del livello di benessere percepito, dei risparmi in bolletta, dei tempi di realizzazione… 
Gli utenti intervistati sono quelli che vivono in case Kager Italia, che nasce dall'idea che ognuno interagisce e interpreta l’ambiente ed il rapporto con gli altri in modo unico, da qui progetti architettonici personalizzati. 
Questa filosofia ha portato l'azienda, in oltre 40 anni, a realizzare case per oltre mille famiglie tra Italia, Slovenia, Austria, Germania e Svizzera. 


Le testimonianze di chi vive in una casa in legno 


Comfort abitativo
Il proprietario di una casa Kager a Boca, in provincia di Novara ha dichiarato che tra le caratteristiche che apprezza di più della sua nuova casa c’è il comfort abitativo. Racconta che nell’appartamento in cui viveva in precedenza c’erano zone più calde e altre più fredde, dovute alla presenza di ponti termici, mentre la nuova casa, isolata in modo corretto e molto più uniforme, è vivibile ed economicamente sostenibile, con spese di riscaldamento notevolmente ridotte. Il legno è un materiale igroscopico che regola naturalmente l’umidità dell’aria, rilasciandola e assorbendola a seconda delle condizioni climatiche esterne. La casa in legno è una casa che respira e garantisce un’aria salubre evitando disturbi relativi all’inquinamento indoor. 


Sicurezza antisismica
Le case in legno Kager, grazie alla tecnologia sviluppata nel corso di decenni di ricerca, sfrutta al meglio le caratteristiche di resistenza ed elasticità proprie del legno, per costruire case antisismiche che garantiscano una resistenza senza pari nella muratura tradizionale. Lo conferma il proprietario di una casa in legno Kager ad Argenta (Ferrara) la quale, a differenza delle abitazioni limitrofe, danneggiate e crepate dal sisma, non ha subito nessun danno durante il terremoto dell’Emilia del 2012. (Nella notte del 20 maggio 2012 uno dei più violenti sismi mai registrati in Italia ha colpito l’Emilia, danneggiando numerosi edifici). 


Design unico

Ogni casa è un progetto unico, progettato e realizzato su misura per il nucleo familiare che la abiterà. A testimonianza di ciò, l’esperienza di un cliente Kager con l’esigenza di ristrutturare una cascina in provincia di Novara. Il progetto prevedeva l’ampliamento della cascina esistente con un corpo prefabbricato in legno, da assemblare in loco, riducendo la durata del cantiere. Eppure, per via della presenza di diversi muri fuori squadra, tipici delle strutture tradizionali in mattoni, molte aziende, fornitori di progetti da catalogo, hanno rifiutato l’incarico. Kager invece ha realizzato un lavoro su misura, seguendo esattamente l’idea iniziale del cliente. 


Risparmio energetico
Significativa è anche l’esperienza di chi, dopo essersi trasferito in una casa Kager, ha visto ridurre la bolletta energetica dai 1.200 euro a bimestre ai 600 euro annuali. Un risultato della classe energetica A o A+, che denota ogni casa Kager. 


Tempi di realizzazione
A parità di dimensioni, per realizzare una casa con tecnologia Kager ci vuole mediamente dalla metà a un terzo del tempo necessario per mettere in piedi un’abitazione tradizionale. Un cliente Kager ha completato la villetta in cui vive con la famiglia a Parma in circa 6 mesi, contro i 14 medi di un’abitazione tradizionale.


Costi di costruzione

Con un processo produttivo rapido, che avviene in stabilimento, dove lavora un team di tecnici ed artigiani altamente specializzati, e una fase di cantiere semplice e rapida, anche i costi di costruzione si riducono significativamente rispetto a quelli necessari per realizzare un’abitazione tradizionale. E la manutenzione è rara. 


 “E’ come se il tempo si fosse fermato” ha dichiarato un cliente la cui abitazione è stata completata nel 2004. 


mercoledì 26 ottobre 2016

Eco-abitare: si risparmia davvero?

La prima definizione di sviluppo sostenibile fu data dal rapporto firmato da Bruntland, Presidente della Commissione Mondiale su Ambiente e Sviluppo, per le Nazioni Unite, nel 1987: "lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo in grado di soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri". Dunque dal documento, noto anche con il titolo "Our Common Future", emerge un principio etico fondamentale: il dovere delle generazioni odierne nei confronti di quelle future di preservare le condizioni di benessere dell'uomo. Quest'ultime si traducono nel concetto più ampio di sostenibilità, non solo ambientale, ma anche economica e sociale. L'ecosostenibilità è uno degli obiettivi da perseguire, cercando di garantire uno stock di risorse non rinnovabili costante nel tempo, massimizzare l'uso di energia derivante da fonti rinnovabili, promuovere il riuso e il riciclo e ridurre al minimo l'inquinamento ambientale.



Nel solco di questa tradizione culturale, iniziata negli anni ottanta, si inseriscono la Bioedilizia e la Bioarchitettura: tecniche e discipline di progettazione, costruzione e gestione di un edificio concordi con i principi della sostenibilità ambientale. In generale gli organismi edilizi ideati secondo i criteri della Green Building impiegano, per il soddisfacimento del fabbisogno energetico, tipi di energia provenienti da fonti rinnovabili quali: il solare (per la produzione di acqua calda), il geotermico, le biomasse e il fotovoltaico. L'obiettivo è quello di ridurre l'impatto ambientale non solo dell'attività edificatoria, ma anche di tutte le attività che gli utenti svolgono all'interno degli edifici. Per questo una casa ecosostenibile deve avere precise caratteristiche, da coniugare opportunamente in funzione della collocazione sul territorio e della zona climatica di appartenenza. Nell'ipotesi di costruzione ex novo fondamentale è la scelta dell'orientamento: nelle zone a clima temperato si predilige disporre l'edificio con i lati lunghi in direzione nord-sud, in modo che siano esposti rispettivamente ad est e ad ovest, massimizzando le ore di illuminazione naturale.

Anche la disposizione interna degli ambienti non è casuale, si preferisce posizionare la zona giorno ad est, la zona notte ad ovest e ambienti come il vano scala e i servizi igienici (sacrificabili perché frequentati in maniera puntuale nel corso della giornata) a nord. Purtroppo la scelta ottimale dell'orientamento e della disposizione dei locali non è sufficiente, si devono garantire una serie di prestazioni intervenendo su altri fattori. Di fondamentale importanza è la natura dell'involucro dell'edificio. Realizzare pareti di separazione con l'esterno isolanti dal punto di vista termico significa assicurare una minore dispersione di energia verso l'ambiente in inverno e un minore apporto all'interno in estate. Tutto ciò si traduce in una consistente riduzione dei consumi e in un risparmio economico a lungo termine. E' possibile risparmiare anche sui sistemi di fornitura di acqua, luce e gas. Ad esempio installando impianti per il riuso di acqua piovana, che si presta all'irrigazione del giardino o a rifornire gli scarichi dei wc, la richiesta di acqua potabile proveniente dall'acquedotto si abbasserà.



Si può dire con una certa serenità che l'ecosostenibilità fa bene non solo all'ambiente, ma anche alle tasche dei cittadini. I bioedifici infatti hanno un costo iniziale maggiore dei tradizionali, ma sul lungo periodo offrono grandi vantaggi economici. Un pannello fotovoltaico, posizionato in copertura ed esposto a sud, in una regione del centro Italia, fornisce all'anno 4.000-4.500 kwh con un guadagno di 1.760-1.980 €. Per l'ammortamento della spesa di partenza, pari a 18.000 €, sono necessari nove o undici anni e il rendimento per la durata garantita di venti anni è circa pari al 5,3%. Le spese di una famiglia per la fornitura di energia si riducono però di almeno 700 € all'anno. Una pala eolica invece con un costo iniziale di 2500-3.500 €, garantisce una produzione di 1.500-2.500 kwh. Il costo di un pannello solare si può ammortizzare in otto anni, spendendo per la produzione di acqua calda per uso sanitario e per il riscaldamento circa 600-1.200 €/mq. Gli incentivi, con una detrazione del 55% e la riduzione al minimo della bolletta, consentono però di ammortizzare in sei anni la spesa. Per sfruttare al meglio le possibilità di risparmio consentite dall'ecobitare si consiglia in primo luogo di affidarsi al Ministero dell'Ambiente per tenersi informati sugli incentivi, in secondo luogo si consiglia di utilizzare stratagemmi per risparmiare, quelli che si usano per costruire una casa standard, come affidarsi la conto corrente giusto, siti come Confrontaconti.it o Qualeconto.net, si rivelano molto utili, in terzo luogo è bene tenersi aggiornati sugli avanzamenti eco-friendly della tecnologia che consentono di ottimizzare consumi e tempo

Inoltre esiste la possibilità di comperare case ecosostenibili a prezzo conveniente. Si tratta in genere di edifici realizzati utilizzando le tecniche della prefabbricazione, in quanto l'industrializzazione del processo edilizio e di conseguenza la riduzione delle attività da svolgere in cantiere fa abbassare i costi e di riflesso il prezzo. A titolo di esempio, una casa prefabbricata in legno, che rispetta i criteri della Bioedilizia e della Bioarchitettura, costa in media 300.000 €. 


martedì 30 agosto 2016

Dome House: totalmente riciclabili e anti sismiche

Si chiamano Dome House, case di polistirolo, queste curiose costruzioni che vengono dal paese del Sol Levante e che promettono di essere l’alternativa del futuro. 

Il materiale principale di queste case è uno speciale tipo di polistirolo, nome improprio per indicare il polistirene espanso, quello stesso che siamo più soliti trovare negli imballaggi degli elettrodomestici e che tendenzialmente buttiamo.

Nasce dall’unione del carbonio e dell’idrogeno, è un tipo di lavorazione definita “pulita” e non produce rifiuti. Sembra incredibile a pensarci ma gli ingegneri giapponesi sapevano bene che rappresenta la quarta generazione dei materiali da costruzione dopo legno, ferro e cemento. 

Questa comune plastica bianca ha numerosi e inaspettati vantaggi.

Ha un peso assai ridotto con la conseguenza che ogni sezione della dome house, casa di polistirolo, è davvero leggera. Ha delle ottime capacità isolanti, tanto che viene comunemente utilizzato nelle case in muratura come coibente, rendendo queste di polistirolo delle case super-ecologiche a basso dispendio energetico.

Per aumentarne questa caratteristica le Dome House hanno la forma di una cupola, che rende migliore la circolazione interna dell’aria che non si può così accumulare negli angoli. Dome-House-casa di polistirolo.

Ne risulta che i costi del riscaldamento l’inverno e dell’aria condizionata l’estate sono sostanzialmente ridotti. Esternamente, invece, la sua forma aiuta a dissipare l’energia eolica. Grazie alla sua leggerezza è anti-sismica, il che nel paese costruttore è un fattore più che necessario, e grazie alla sua aerodinamicità è resistente agli altri eventi atmosferici. 

Le case di polistirolo sono molto durevoli: questo materiale non marcisce, non arruginisce e non emette gas nocivi in caso di incendio che, nella sventurata ipotesi, sarebbe anzi rallentato nella sua corsa. casa di polistirolo.

Le Dome House hanno generalmente l’aspetto di una semisfera o di due semi sfere esterne con una parte centrale allungata. Sono edifici prefabbricati formati da un limitato numero di pezzi dal peso irrisorio (si parla di circa 8 kg). Per assemblarla è necessario un piccolo team di manovali che può impiegare dalle 3 ore ai 7 giorni per completare l’opera. Le Dome House sono alte circa 3 metri e lunghe 7 per una complessiva superficie di 40 metri quadri; ogni sua parte ha uno spessore di poco meno di 20 centimetri. Visto il basso costo della materia prima, il polistirene, e la velocità di costruzione queste case sono particolarmente economiche.

Vi è la possibilità di creare soppalchi interni, di separare gli spazi con mura divisorie (chiaramente dello stesso materiale della casa) e di organizzare gli interni come meglio si crede. 

Anche se forse può non convincere come abitazione privata una cosa è sicura: in sfortunati casi di catastrofi atmosferiche può rappresentare una validissima soluzione per gli sfollati: la velocità e l’economicità della costruzione (circa 25.000 euro) dovrebbero incentivare ogni Stato a rischio sismico ad adottare questo tipo di alternativa. 


Una nota green: il polistirene è totalmente riciclabile

[ Fonte: http://www.tutorcasa.it/ - Le case di polistirolo: Dome house – di Michela Dumasi ]

Dome House: totalmente riciclabili e anti sismiche

Le case di polistirolo. Si chiamano Dome House, case di polistirolo, queste curiose costruzioni che vengono dal paese del Sol Levante e che promettono di essere l’alternativa del futuro. 

Il materiale principale di queste case è uno speciale tipo di polistirolo, nome improprio per indicare il polistirene espanso, quello stesso che siamo più soliti trovare negli imballaggi degli elettrodomestici e che tendenzialmente buttiamo.

Nasce dall’unione del carbonio e dell’idrogeno, è un tipo di lavorazione definita “pulita” e non produce rifiuti. Sembra incredibile a pensarci ma gli ingegneri giapponesi sapevano bene che rappresenta la quarta generazione dei materiali da costruzione dopo legno, ferro e cemento. 

Questa comune plastica bianca ha numerosi e inaspettati vantaggi.

Ha un peso assai ridotto con la conseguenza che ogni sezione della dome house, casa di polistirolo, è davvero leggera. Ha delle ottime capacità isolanti, tanto che viene comunemente utilizzato nelle case in muratura come coibente, rendendo queste di polistirolo delle case super-ecologiche a basso dispendio energetico.

Per aumentarne questa caratteristica le Dome House hanno la forma di una cupola, che rende migliore la circolazione interna dell’aria che non si può così accumulare negli angoli. Dome-House-casa di polistirolo.

Ne risulta che i costi del riscaldamento l’inverno e dell’aria condizionata l’estate sono sostanzialmente ridotti. Esternamente, invece, la sua forma aiuta a dissipare l’energia eolica. Grazie alla sua leggerezza è anti-sismica, il che nel paese costruttore è un fattore più che necessario, e grazie alla sua aerodinamicità è resistente agli altri eventi atmosferici. 

Le case di polistirolo sono molto durevoli: questo materiale non marcisce, non arruginisce e non emette gas nocivi in caso di incendio che, nella sventurata ipotesi, sarebbe anzi rallentato nella sua corsa. casa di polistirolo.

Le Dome House hanno generalmente l’aspetto di una semisfera o di due semi sfere esterne con una parte centrale allungata. Sono edifici prefabbricati formati da un limitato numero di pezzi dal peso irrisorio (si parla di circa 8 kg). Per assemblarla è necessario un piccolo team di manovali che può impiegare dalle 3 ore ai 7 giorni per completare l’opera. Le Dome House sono alte circa 3 metri e lunghe 7 per una complessiva superficie di 40 metri quadri; ogni sua parte ha uno spessore di poco meno di 20 centimetri. Visto il basso costo della materia prima, il polistirene, e la velocità di costruzione queste case sono particolarmente economiche.

Vi è la possibilità di creare soppalchi interni, di separare gli spazi con mura divisorie (chiaramente dello stesso materiale della casa) e di organizzare gli interni come meglio si crede. 

Anche se forse può non convincere come abitazione privata una cosa è sicura: in sfortunati casi di catastrofi atmosferiche può rappresentare una validissima soluzione per gli sfollati: la velocità e l’economicità della costruzione (circa 25.000 euro) dovrebbero incentivare ogni Stato a rischio sismico ad adottare questo tipo di alternativa. 


Una nota green: il polistirene è totalmente riciclabile


[ Fonte: http://www.tutorcasa.it/ - Le case di polistirolo: Dome house – di Michela Dumasi ]

venerdì 20 maggio 2016

Residenza Sansovino: coabitare in armonia con la natura

La Residenza Sansovino sorge nel cuore verde della bella ed elegante città di Arese.
I nostri appartamenti ad Arese vantano un eccellente rapporto qualità/prezzo.
Infatti, la Residenza Sansovino è stata progettata per offrire ai  residenti, appartamenti ad alta efficienza energetica, dotati di moderni impianti tecnologici e soluzioni architettoniche moderne al fine di garantire il miglior comfort quotidiano. Non solo, gli appartamenti appartengono tutti  alla classe energetica “A”, la classe più virtuosa energicamente e che di conseguenza permette di risparmiare di più.
La nostra residenza produce energia pulita e ha come obiettivo quello di realizzare il primo quartiere ad emissioni zero.
Abitare in un appartamento di classe energetica A, come quello della Residenza Sansovino di Arese, vi farà godere di un notevole prestigio e farà acquisire al vostro immobile un valore di mercato al di sopra degli attuali standard abitativi.
Non solo, tutti gli appartamenti della Residenza Sansovino di Arese sono stati progettati con la massima accuratezza e incredibile attenzione e cura per i dettagli. I nostri trilocali, ad esempio, vantano un eccellente e pregiato mix di finiture accurate, arredo di design e materiali di alta qualità.
Anche l’esterno della Residenza Sansovino è stato progettata con la massima cura e rispetto per l’ambiente; non è un caso che gli appartamenti sorgano nell’area più verde di Arese e che siano collegati con percorsi pedonali, piste ciclabili, parchi esistenti in città.
Lo spazio esterno coabita in armonia con la residenza più green di Arese rappresentando un’eccellenza di  nuova architettura abitativa. Il tutto pensato e studiato per offrire agli abitanti della residenza una qualità della vita più consapevole e sempre nel rispetto dell’ambiente.
La cura che abbiamo messo nella progettazione degli appartamenti non è mancata nell’ aspetto esterno della Residenza.

Un bellissimo parco di oltre 50.000 mq fa da cornice alla residenza Sansovino di Arese composto da  un’area destinata ai giochi per bambini , un laghetto di 5.300 mq con spiaggia e piattaforma relax in legno e  un’area dedicata agli animali. 

martedì 12 aprile 2016

Case Pop-Up pieghevoli

Dall'Università di Harvard un materiale innovativo modificabile nella forma, dimensione e volume con cui potrebbero essere realizzate abitazioni temporanee. 

Una casa pieghevole, modulabile e da realizzarsi con un semplice click. L'innovazione viene dall'Università di Harvard ma porta il nome di un'italiana, Katia Bertoldi, al capo di un team di ricerca che ha lanciato un materiale innovativo con cui potrebbero essere realizzate strutture abitative 'portatili'. 
Il progetto, pubblicato sulla rivista Nature Communications, ha previsto lo sviluppo di un materiale modificabile nella forma, dimensione e volume e che da piatto può trasformarsi in qualsiasi oggetto e struttura. 
Il funzionamento è simile a un libro pop-up ma riprogettabile a piacimento. 

"Abbiamo progettato- spiega la ricercatrice Johannes TB Overvelde- una sottile parete tridimensionale, che può essere usata per realizzare oggetti pieghevoli e riprogrammabili la cui forma, volume e rigidità può essere alterata e controllata in base alle esigenze."


L'ispirazione dagli origami

I ricercatori si sono ispirati agli origami per ottenere un 'cubo' molto particolare con 24 facce e 36 spigoli. Ed è da questo cubo che si parte per creare gli oggetti desiderati, piegandone i bordi grazie a meccanismi integrati nella struttura chiamati attuatori pneumatici. Nel dettaglio il progetto ha previsto il collegamento di 64 di questi singoli cubi per creare una struttura adattabile a varie forme e che può essere più o meno rigida. 


Le applicazioni

Gli scenari applicativi potrebbero essere interessanti, sopratutto in un'ottica di architettura dinamica. Fra gli utilizzi già ipotizzati dal team di ricerca rifugi prefabbricabili e portatili e tetti a scomparsa. 

[ Fonte: www.casaeclima.com ]

giovedì 17 marzo 2016

L'Asilo "Balena"

L'asilo-balena con portali in legno lamellare
L’idea di Cucinella è quella di creare un ambiente che sia teatro di molteplici occasioni di stimolo della fantasia e di esperienza per i bambini, uno spazio costituito dal susseguirsi parallelo di cinquanta telai strutturali in legno lamellare “immaginato come la balena di Pinocchio”.
portale è infatti sagomato con forme armoniche che ricordano l’anatomia interna del grande cetaceo e determina il ritmo architettonico sia all’interno che all’esterno, prolungandosi sul prospetto. L’edificio di Guastalla, ad un piano fuori terra, presenta una pianta rettangolare ed una predominante direzione longitudinale con le aule che si susseguono a due a due con zone di gioco e apprendimento sul lato Sud-Est ed annessi servizi per il riposo o il ristoro. N
egli intervalli gli spazi didattici sono interrotti da spazi di sosta e dal giardino d’inverno e gli ambienti si percepiscono in maniera continua, grazie alla pavimentazione che sale fino ad appoggiarsi alle forme sinuose dei portali.


Cucinella maestro di sostenibilità

tutto dialoga con l’esterno grazie alle ampie vetrate che raccolgono luce diventando occasione di esperienze sensoriali. L’architetto bolognese ci ha abituati alla scelta di materiali e soluzioni progettuali all’insegna della sostenibilità, quali il legno per le strutture (fondazioni escluse), le superfici vetrate a bassa trasmittanza che fungono da tamponamento, il recupero dell’acqua piovana e l’installazione di impianto fotovoltaico per garantire la massima autonomia energetica. Mario Cucinella dimostra che l’architettura non è solo quella delle riviste patinate, di Dubai o Los Angeles ma che quando si torna ad intervenire in ambiti sociali importanti come l’educazione si può fare davvero la differenza.

[ Fonte: www.architetturaecosostenibile.it - crediti fotografie © Moreno Maggi ]

lunedì 22 giugno 2015

La prima multiresidenza a consumo zero

Il 4 giugno a Cesena è stato inaugurato il cantiere “Fiorita Passive House”: la prima multiresidenza in legno certificata in base al protocollo Passive House (zephir), il più alto riferimento internazionale per lo sviluppo tecnologico e la ricerca nell’architettura sostenibile a consumo zero. 
L’edificio è Progetto Pilota del “Protocollo d’intesa in materia di Rigenerazione urbana” promosso da CNA Forlì-Cesena nel 2012 e sottoscritto da tutti i comuni della Provincia di Forlì-Cesena. 

La “Fiorita Passive House” è la prima applicazione concreta del Protocollo: un edificio con 8 appartamenti completamente costruito in legno e materiali ecocompatibili, nel rispetto dei fondamenti del protocollo che prevede un’edilizia rispettosa dell’ambiente e delle generazioni future. L’edificio avrà un fabbisogno energetico così basso che produrrà molta più energia di quella che consuma; le sue principali caratteristiche sono l’impiego di massicci strati di isolante, una progettazione che tiene conto della regolazione della radiazione solare, l’impiego di tripli vetri basso emissivi, la protezione dei ponti termici, l’impianto di ventilazione meccanica controllato e una buona tenuta all’aria. Tali caratteristiche, modulate attraverso appositi software di simulazione energetica, consentono anche un elevatissimo comfort interno. 

Al contrario degli edifici tradizionali, sarà garantita una temperatura superficiale interna pressochè costante, che consente di elevare comfort e calore percepito, mentre la ventilazione meccanica garantirà un drastico abbassamento dei livelli di CO2, pollini, inquinanti e batteri aerobici. La fase di cantiere che sarà possibile osservare nell’inaugurazione riguarda la struttura portante dell’edificio, realizzata con pannelli di legno massiccio XLAM. I pannelli utilizzati sono certificati PEFC, «Programme for the Endorsement of Forest Certification Schemes», cioè prodotti di legno derivanti da selvicoltura socialmente, economicamente ed ecologicamente sostenibile, durante tutta la catena di lavorazione. Questa tecnologia costruttiva consente tempistiche estremamente rapide: il cantiere ha avuto inizio a febbraio e si prevede la sua chiusura nel mese di dicembre. 

CNA Forlì-Cesena, come previsto dal Protocollo, ha realizzato corsi di qualificazione e formazione per le imprese e i professionisti del comparto e coinvolto le banche per creare condizioni favorevoli per l’accesso al credito di chi intende riqualificare i propri immobili. Come, nel caso di “Fiorita Passive House”, attraverso l’intervento della Banca Popolare di Ancona. 

Il progetto è redatto dallo Studio Piraccini di Cesena, composto da giovani progettisti coordinati dall’arch. Stefano Piraccini, docente presso il Dipartimento di Architettura di Forlì-Cesena, i cui progetti si sono distinti con numerosi premi e riconoscimenti internazionali per la qualità architettonica e la ricerca tecnologica. “Fiorita Passive House” è stata selezionata come Beacon Project per il Comune di Cesena nel Progetto europeo PassREg, che ha come obiettivo favorire la diffusione in Europa di case a zero emissioni e zero consumi (Case Passive) obbligo, in base alla Direttiva Europea 2010/31/UE, per tutte le nuove costruzioni e le ristrutturazioni importanti a partire dal 2018 per gli edifici pubblici, e dal 2020, per quelli privati. Inoltre, è stato presentato al Klimhouse, fiera internazionale dell’edilizia sostenibile, di Bolzano. 

Il progetto pilota “Fiorita Passive House” viene realizzato con la partecipazione e la collaborazione di numerosi soggetti: Studio Piraccini Architetti; Zeroenergy; STP srl Costruzioni in legno di qualità; Centro Infissi partner selezionato Finestral; UBI Banca Popolare di Ancona.



giovedì 12 marzo 2015

Il Rifugio bioclimatico a forma di cubo

Sembra un cubo di ghiaccio, ma in realtà è un rifugio sostenibile progettato da Atelier 8000 ad High Tatras al confine tra Slovacchia e Polonia per il concorso internazionale Kežmarská Chata.
L’edificio è perfettamente integrato con il paesaggio circostante e si confonde con i profili delle rocce di High Tatras che fanno da sfondo.
La forma cubica che ruota su se stessa poggiando su uno dei suoi vertici vuole suscitare una sensazione di casualità, quasi di inconsistenza, come se fosse un cubo di ghiaccio staccatosi durante la ritirata dei ghiacciai.

CUBI IN ARCHITETTURA: IL LANDMARK DEL CUBE BIOINFORMATIC CENTRE
Il rifugio si articola su 5 piani: nel piano interrato si trovano i locali tecnici, il piano nobile è adibito a ristorante mentre i piani superiori ospitano le camere da letto e le aree per il rifugio. UN

INVOLUCRO BIOCLIMATICO IN ALLUMINIO, FOTOVOLTAICO E VETRO
La pelle esterna del rifugio è costituita da pannelli prefabbricati di 1x1 metro in alluminio di colore chiaro alternati a pannelli fotovoltaici e vetro.
Le superfici vetrate di finestre e pannelli fotovoltaici insieme alla trasparenza e alla lucentezza del metallo completano il quadro del sito con un tocco di chiarore, proprio come i riflessi osservabili sulla superficie di un lago di montagna o dallo scioglimento dei ghiacciai” spiegano i progettisti.
Il suo involucro esterno trae in inganno gli osservatori.
Le sembianze di ghiaccio sembrerebbero contrastare con la funzione di rifugio che l’edificio svolge, comunemente luogo di riparo dal freddo e dalle intemperie.
Tuttavia è solo un’impressione, gli interni suggeriscono piuttosto la sensazione di trovarsi in un luogo caldo e riparato, la struttura è costituita da travi in legno lamellare in larice ed anche gli interni sono interamente rivestiti in legno.

La sua particolare conformazione consente di sfruttare al meglio la luce. Poggiando su un vertice, i lati del cubo sono inclinati permettendo a tutti gli ambienti interni di godere di illuminazione naturale diretta per un maggior numero di ore giornaliere.
Il rifugio è pensato come un edificio passivo e trae grande vantaggio dalla sua particolare forma in quanto la facciata a sud e quella ad est, perpendicolari alle radiazioni solari incidenti, sfruttano al meglio l’energia solare e sono perciò costituite da pannelli fotovoltaici che garantiscono l’autoproduzione energetica.